Salento: I Messapi, Vaste e Vereto. Il Salento e la sua Storia, Cultura e tradizioni in Puglia - Oggi: 18/08/2017

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Salento: Vaste e Vereto Centri messapici

 

Vaste, di Poggiardo, è il più ricco di reperti. In esso sono stati ritrovati depositi funerari, oggetti in argento e resti di estese mura riconducibili all’epoca messapica. Gli studi effettuati in questo centro messapico, hanno permesso di scoprire una serie di notizie riguardanti la topografia del sito nelle sue varie fasi di sviluppo. Nella parte centrale e più alta dell'abitato nei pressi dell'attuale piazza Dante sono state ritrovate tracce consistenti dell'abitato messapico risalenti all'VIII-VII sec. a.C. Da queste è stato possibile riconoscere la presenza di capanne a forma ovale con muretto perimetrale di pietre a secco, scarichi di ceramica iapigia e materiale greco d'importazione. Attorno al IV-III sec.a.C. le abitazioni sono caratterizzate da fondazioni a pianta rettangolare costituite da più ambienti disposti attorno ad un cortile. Gli ambienti probabilmente avevano pavimenti in tufina pressata e copertura in tegole. All'interno dell'antico abitato era situato l'apogeo delle Cariatidi in pietra leccese risalente al IV sec a.C. mentre in periferia si sviluppava la necropoli.


Un altro importante centro è Vereto, vicino Patù, nei pressi di Leuca. Il primo a parlare di Vereto fu Erodono che nel V sec. a. C. in uno dei suoi racconti affermò che i Cretesi partendo dalla Grecia per giungere in Sicilia, costeggiarono la Japigia ma sorpresi da una tempesta furono sbattuti sulle coste di Leuca dove fondarono molte città fra cui Iria che per molti studiosi corrisponde alla città di Vereto. Con l’arrivo dei romani, Vereto, diventò un importante municipio(la cui prova più evidente è data da una pietra datata I-II sec. d.C. presente nella chiesa di S. Giovanni Battista a Patù) e fu collegata al resto dell’Impero dalla via Traiana fatta costruire dall’imperatore Traiano attorno al 106 d.C. come prolungamento della via Appia. Quel che oggi resta di questa città sono reperti archeologici ed epigrafici, i resti delle mura veretine e la Centopietre, una costruzione rettangolare costruita con 100 blocchi di pietra provenienti dalle rovine dell’antica città di Vereto. La nascita di questo monumento è legata a molte leggende. La più accreditata vuole che prima di uno scontro tra cristiani e saraceni, in una zona chiamata Campo di Re vicino Patù, il cavaliere Geminiano sarebbe stato mandato dai Cristiani come messaggero di pace. Qui fu barbaramente ucciso e da ciò ebbe inizio la tremenda battaglia del 24 giugno 877 che portò ad una vittoria dei cristiani che riuscirono anche ad avere il corpo del povero Geminiano. Fu proprio in quest’occasione che quindi fu costruita la Centopietre. A conferma di questa tesi ci sono numerosi scavi che compiuti negli anni sessanta hanno portato a scoprire delle tombe situate sia all’interno che all’esterno della struttura tutte orientate con i piedi verso levante secondo la tradizione bizantina.

 

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