Il ballo della Pizzica nel Salento

Fuochi pirotecnici Santa Maria di Leuca 15 Agosto 2007

E’ la colonna sonora delle feste e delle sagre salentine. Un suono incessante ed inconfondibile che ammalia tutti indistintamente, grandi e piccini. Nessuno riesce a resistere al suo richiamo travolgente, e la mente che si libera dalla malinconia per abbandonarsi al ritmo del tamburrello. E non c’è sagra e festa nel Capo di Leuca che non si chiuda con un giro di pizzica.

La pizzica nel Salento, il ritmo ritrovato del tamburrello

La pizzica è un ballo di origini antichissime che tradizionalmente rappresentava la cura terapeutica per liberare le “tarantate” dal loro male. 

La malattia ed il male erano provocati dal morso della taranta e del ragno. Chi ne veniva punto iniziava a soffrire di un male che gli provocava inquietudine, alcuni attacchi assimilabili a quelli dell’epilessia. L’unica “terapia” in grado di liberare dagli effetti del morso si rivelava essere l’ascolto ed il successivo trasporto al suono di una danza frenetica e liberatoria. Dopo ore ed ore di danza estenuante, alla fine il male passava.

Un malessere dovuto, forse, all’effetto del veleno inoculato da un ragno, oppure il frutto di un disagio e quindi la reazione sofferta alla condizione subalterna mal accettata. Solitamente infatti la pizzicata era sempre una donna. Il ballo della pizzica riusciva però ad attenuare le sue inquietudini ed il suo spirito, assecondando il ritmo  incessante del tamburrello, ne quasi ne usciva acquietato.

Fuochi pirotecnici Santa Maria di Leuca 15 Agosto 2007

Come avveniva il rito della tarantata?

Tradizionalmente tale danza si svolgeva il 29 giugno, giorno dedicato a San Paolo, protettore di chi era stato punto o morsicato da animali velenosi.

La “paziente” seguiva il suono del tamburrello e tutto intorno, a cerchio, i suonatori la accompagnavano anche con le armoniche a bocca ed i violini. Il rito poteva durare ore ed ore, terminava soltanto quando la danzatrice crollava esausta al suolo, liberandosi temporaneamente così degli effetti del veleno.

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Per molto tempo la chiesa ha cercato di proibire questi riti legati ad usanze pagane ed alla superstizione. Per questo motivo questa danza rituale e pagana è stata quasi dimenticata. Ma la forza e la bellezza di questa musica sono rimasti nella spirito e nel bagaglio culturale e sociale della popolazione e dei musicisti salentini.

In questi ultimi anni i canti le danze e la musica che accompagnavano la tarantata sono stati recuperati e riproposti, ovviamente non per scopo terapeutico. Oggi ballare la pizzica nelle feste salentine è un momento collettivo  bellissimo da vivere ed in cui si recuperano e si fondono tradizione e festa.

Le tarantate di Galatina e la Cappella di San Paolo

A Galatina nell’entroterra salentino si trova la chiesetta di San Pietro e Paolo i patroni della città. Oltre che per la sua particolare bellezza, la chiesa di Galatina è conosciuta soprattutto per la cappella adiacente dedicata a San Paolo e legata al mito del tarantismo. Secondo la leggenda i Santi Pietro e Paolo sarebbero passati da qui durante il loro viaggio di evangelizzazione che li portò poi a Roma.

In questa occasione San Paolo avrebbe conferito particolari poteri alla persona (anche i suoi discendenti) che aveva dato loro ospitalità durante la sosta. In particolare, si otteneva la guarigione dagli effetti del morso del ragno velenoso semplicemente bevendo l’acqua del pozzo che si trovava nella loro casa e facendo il segno della croce.

Nasceva così il rito del 29 giugno, il giorno in cui si svolgeva all’interno della cappella di San Paolo, il rito esorcistico per tutti coloro che erano in uno stato di trans emotivo, pizzicati dalla taranta (ragno) e che solitamente erano giovani donne e nella grande maggioranza dei casi nubili.

Il rito aveva inizio presso l’abitazione della tarantata nella quale i musicisti armati di violini, armonica, tamburrelli e organetti, davano inizio alla musica ed al ritmo incessante della pizzica. La tarantata entrava in una specie di trans e si lasciava andare quasi posseduta dal suono scandito del tamburrello. Quindi il gruppo si spostava verso la cappella di San Paolo e qui si chiedeva con preghiere la grazia del Santo bevendo l’acqua benedetta del pozzo.

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Anche se per molto tempo la chiesa ha cercato di ostacolare questi rituali considerandoli delle usanze pagane, per poi dare una spiegazione cristiana indicando come San Paolo il protettore contro la puntura dei serpenti velenosi.

Ci sono diversi modi di ballare la pizzica?

Oggi il ballo della pizzica attrae tantissimo e contribuisce anche a riempire le piazze di tutti i piccoli borghi del Salento. In ogni luogo sparso per l’Italia e quindi non solo in Puglia, sorgono laboratori e work shop dedicati all’insegnamento della pizzica. Questo contribuisce a diffondere la conoscenza di questa bellissima danza con un approccio sicuramente molto più approfondito e che ne permette di apprezzarne il senso più intimo ed antico.

La pizzica de core è quella che più si balla nelle piazze, nelle sagre, una sorta di danza popolare e di corteggiamento con un rituale seducente ed accattivante.

La pizzica scherma, è una specie di duello mimato tra due contendenti. I movimenti ritmati delle braccia sono i coltelli di un duello che si snoda attraverso agili movimenti del corpo. Particolarmente affascinante e suggestiva è la lunga notte di San Rocco a Torre Paduli per assistere ai duelli danzanti della danza delle spade e dei coltelli.

Cos’è il Concertone della notte della Taranta? Tutto il mondo pizzicato dal Salento!

Con il festival itinerante della  Notte della Taranta la pizzica ha varcato i confini nazionali e rappresenta uno degli eventi più attesi di tutta l’estate. Ogni anno, dal lontano 1998, il festival musicale si ripropone di recuperare e promuovere il prezioso patrimonio culturale e sociale rappresentato dalla pizzica.

E’ un occasione eccezionale di visitare il Salento e partecipare a tutte le serate e gli eventi legati al festival e sparsi in lungo ed in largo per i borghi della provincia. Il concertone finale si svolge sempre nella bellissima piazza di Melpignano ed è preceduto da una suggestiva prova generale molto seguita.

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La promozione di questo festival è stata anche di stimolo a tutta un’altra serie di eventi, concerti e feste che caratterizzano ormai da anni l’estate salentina. L’intento artistico della Notte della Taranta è sempre stato quello di voler riscoprire e recuperare la vecchia tradizionale pizzica ma anche la  sua integrazione con i nuovi ritmi moderni.

Per partecipare al festival itinerante, che si svolge generalmente in agosto, è necessario consultare per tempo il calendario degli eventi relativi alla Notte della Taranta. Essendo itinerante appunto, sono previste delle tappe lungo tutto il Salento, da nord a sud nel Capo di Leuca. La piazza di Corigliano d’Otranto apre il festival che si conclude con il Concertone Finale nella splendida Melpignano.

La pizzica nelle piazze del Salento in festa

Quando si parla di pizzica oggi ci si riferisce al ballo popolare che negli ultimi anni ha allietato le serate estive in tutto il Salento. Il successo dal punto di vista turistico ne ha in un certo senso, svuotato il senso ed il vero significato di quello che va oltre al semplice ballo della Pizzica.

Al di là di quello che in passato ha significato, tuttavia la pizzica oggi rappresenta un momento di allegria e spensieratezza che contribuisce a colorare il folclore delle feste patronali e gli eventi nel Salento. Il ritmo incessante del tamburrello ha un effetto ammaliante al pari del canto delle Sirene di Ulisse. E se un tempo rappresentava il grido di dolore di chi non aveva altro modo per poterlo esprimere, oggi è un invito a lasciarsi travolgere e abbracciare con le sue antiche sonorità,

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