La conquista romana del territorio messapico-salentino del III sec. a. C. portò alla decadenza dell'ellenica Taranto e ad un aumento d'importanza di tutti i centri situati sulla fascia costiera adriatica e soprattutto della città di Brindisi. Ciò avvenne soprattutto perchè questi luoghi rappresentavano una buona base di partenza per la conquista dell'Oriente dato che si trovavano sul confine che lo divideva con l'Occidente.
La dominazione romana, che durò diversi secoli, precisamente fino al 476 d. C., rappresentò per le popolazioni salentine un periodo di miseria e sofferenze ma nello stesso tempo portò anche alla costruzione di una serie notevole di infrastrutture (soprattutto strade: l'Appia e la Traiana Salentina) e opere pubbliche. Importantissime, furono anche le conseguenze che questa dominazione ebbe sul piano linguistico con la completa scomparsa del greco e del messapico e con l'affermazione definitiva del latino come lingua comune.
E' in questo periodo che Rudiade, cede il passo alla vicina Lupiae (Lecce) che diventa il centro più importante del Basso Salento grazie ad alla costruzione di una strada che la collega direttamente a Brindisi e alla concessione dello statuto municipale. Ciò che oggi la città di Lecce conserva come forte testimonianza di questa dominazione è l'Anfiteatro situato in piazza S. Oronzo e scoperto tra la fine del 1800 e gli inizi del 1900. L'edificio probabilmente fu innalzato attorno al II sec. d.C., misurava 102x83 metri e poteva contenere fino a 20000 spettatori.
Molti oggetti recuperati durante le operazioni di scavo sono conservati nel Museo Provinciale mentre ai bordi dell'arena è ancora possibile ammirare scene di caccia e pesca scolpite su frammenti di parapetti marmorei. Un altro importante monumento di Lecce è l'Anfiteatro romano, scavato nella roccia e scoperto casualmente nel 1929. Anche la colonna marmorea, sulla quale si erge il protettore della città, situata dell'omonima piazza rappresenta una traccia di questa dominazione. Essa è una delle due colonne terminali della via Appia che i brindisini nel 1656 donarono ai leccesi in segno di ringraziamento per l'intercessione del Santo durante la terribile epidemia che quell'anno colpì il Regno di Napoli.
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