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Nel sec. XI, i possedimenti bizantini nell’Italia meridionale, costituirono il tallone d’Achille dell’Impero che sempre più impegnato in Oriente contro i mussulmani era incapace di difendere questi suoi possedimenti da nuovi e antichi nemici, cioè Longobardi e Normanni e Saraceni. La più grave minaccia fu quella dei Saraceni che già dal 914 al 944 saccheggiarono Lecce e nel 924 effettuarono razzie a Nardò, Oria e Taranto. Ma i primi a porre fine alla dominazione bizantina furono Normanni che nel 1071 conquistarono tutto il Mezzogiorno.
Ciò però non servì a porre fine alla civiltà bizantina che continuò a produrre i suoi effetti ancore per oltre mezzo millennio. La conquista normanna coincise con la diffusione della cultura romanica che quindi risultò arricchita dalle componenti preesenti. Il monachesimo benedettino contribuì notevolmente alla latinizzazione dei territori che subivano l’influenza del patriarcato di Costantinopoli. I nuovi dominatori contribuirono alla nascita di nuove abbazie,basiliche e conventi e seppero amalgamersi alle genti locali lasciandovi un’impronta in campo sociale e culturale. Bisogna ricordare che risale a questo periodo la costruzione della Cattedrale di Otranto, una delle più belle della Puglia.
Il salento, inoltre, visse in prima persona questo periodo di rinascita dato che, Tancredi, conte di Lecce, era nipote di Ruggero II e quindi resse gli ultimi anni della dinastia normanna come re delle Due Sicilie. Fu lui a volere la chiesa dei Santi Niccolò e Cataldo che insieme alla cattedrale di Otranto e alla chiesa delle Cerrate testimoniano la ripresa delle arti dopo decenni di lotte. E’ proprio nella chiesa delle Cerrate che è maggiormente visibile la mistura tra l’arte orientale e quella occidentale: l’impinto appartiene alla cultura benedettina ma gli affreschi sono di chiaro stampo bizantino.
Dopo la dominazione normanna, l’Italia meridionale fu conquistata dal 1194 fino al 1266 dagli Svevi.
La Puglia, in questo periodo risentì notevolmente ed in senso positivo di questi nuovi dominatori. In effetti anche se il cuore politico e militare dell’Impero era situato a Palermo, a Castel del Monte risiedeva Federico II. Gli Svevi amarono il nostro territorio, tanto che la loro non fu una conquista ma una civiltà. Essi realizzarono molte riforme giuridico-istituzionali e realizzazioni artistiche.
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