La focareddha di Presicce, per la festa di Sant’Andrea

Come ogni anno, si ripropone puntuale in Salento, la “Focareddha”, una tra le innumerevoli feste del fuoco nel Mondo Occidentale, colorata di sacro e profano, innovativo e tradizionale. Si svolge a Presicce in una delle più suggestive località del Basso Salento, a pochi chilometri da Santa Maria di Leuca, città da sempre fonte di richiamo per chi vuol rivivere, o vivere per la prima volta in questo suggestivo scenario dell’incontro dei due mari, un mix di emozioni e sensazioni.

La focareddha è un falò composto da legna raccolta nei campi, che viene acceso la sera della vigilia della festa del Patrono Sant’Andrea Apostolo, che si festeggia il 30 novembre. Il fuoco purificatore, nel quale venivano gettati oggetti, cibarie, animali, doveva propiziare una stagione invernale non eccessivamente inclemente, che avrebbe permesso i successivi raccolti.
Il fuoco è caposaldo della festa di Presicce nei suoi molteplici significati, religiosi e pagani, e nelle sue varie forme.
Contemporaneamente ha luogo la processione religiosa in onore di Sant’Andrea, portato in spalla per le strade del paese seguendo un preciso percorso, che ricorda le predicazioni del Vangelo fatte da  Sant’Andrea, in Asia Minore, in Grecia e nella Russia meridionale.
Elementi tradizionali e innovativi continuano a mischiarsi a Presicce, anno dopo anno, durante la Focareddha. La Chiesa Madre di Sant’Andrea Apostolo, al centro della ridente cittadina salentina, sorge sullo stesso luogo dell’antica parrocchiale distrutta dal terremoto del 1743.  E’ dai piedi del maestoso campanile rinascimentale che parte la suggestiva processione; lasciando gli elementi più prettamente pagani e volgendo l’attenzione alla figura di Sant’ Andrea, si prende coscienza di una devozione grande e trasparente e di una forte intensità dei riti a lui dedicati. Una potenza superiore poteva proteggere e dare sicurezza nella precarietà: era garante di salute e prosperità. Come segno di devozione al Santo, soprattutto nei tempi antichi, si era soliti dare il nome di Andrea ai bambini nati in questo periodo dell’anno.

All’interno della Chiesa di Presicce, dove numerose sono le opere pittoriche di vari artisti salentini, spicca il quadro di sant’Andrea Apostolo, che sovrasta il coro in legno, ed è datato 1601, e firmato da Giovan Battista Catalano; questo dipinto si trovava già nella vecchia chiesa parrocchiale
Il martirio subito da Sant’Andrea per crocifissione, resta un simbolo per gli abitanti di Presicce: venne appeso, il 30 Novembre dell’anno 60 d.C. con funi a testa in giù, secondo una tradizione, a una croce in forma di X; è infatti questo tipo di croce che viene chiamata “croce di Sant’Andrea”. Il martirio avvenne a Patrasso in Grecia, e dopo vari passaggi i resti finirono prima ad Amalfi e poi a Roma, per tornare infine a Patrasso.

 

 

 

 

 

E’ davanti alla chiesa di Presicce, che la “focareddha” prenderà vita; la pratica del fuoco acceso a Presicce è antichissima e sembra non affievolirsi. Si accendevano un tempo intorno alle case, era un momento di divertimento, un’occasione per stare insieme, saltarli.
Il potere attribuito al fuoco, in tuttto il Salento era multiplo: chi credeva tenesse lontano le streghe, chi pensava salvasse dai malefici del diavolo, chi lo riteneva purificatore, chi gli attribuiva un potere terapeutico e chi palesemente dimostrava la sua incertezza al riguardo.

Numerosi saranno gli stand gastronomici allestiti innanzia e accanto alla focareddha: il 29 e il 30 novembre, per due serate consecutive, si offriranno ai presenti pesce fritto e le famose “triglie di Sant’Andrea”, tutto pesce pescato dalla gente del posto per l’occasione. Con la disgregazione del mondo contadino, avvenuta a partire dal Secondo dopoguerra, è lecito prendere in considerazione anche i mutamenti radicali che sono intervenuti nella festa di Sant’Andrea, la quale si è modificata nella sua struttura e nei suoi significati, diventando una manifestazione collettiva in cui la comunità si rappresenta e si rivolge anche al suo esterno.
Molti turisti infatti accorrono ogni anno alla festa non solo per partecipare alla “focareddha”, ma anche per gustare le prelibatezze della gastronomia di Presicce.

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