Ville in festa a Santa Maria di leuca

Giunta ormai alla settima edizione, l’iniziativa VILLE IN FESTA a Santa Maria di Leuca è diventata un appuntamento importante per tutto il Salento. Appuntamento il 2 Giugno 2008

Ville Santa Maria di Leuca

Un modo per conoscere i gioielli dell’architettura realizzati dagli architetti Ruggeri, Achille Rossi, Carlo Luigi Arditi, splendide presenze che rendono anche per questo, unica Santa Maria di Leuca. Sarà l’occasione per ammirare la villa Meridiana in tutto il suo splendore, Villa Episcopo con le sue torrette che richiamano all’arte cinese, Villa Colosso semplice ed altera nella sua aristocratica bellezza, Villa Carlo Arditi e solo per citarne alcune; un’occasione unica per trascorrere nel Capo di Leuca un giorno veramente particolare.

Nell’occasione sarà possibile visitare delle mostre, partecipare a delle degustazioni di prodotti tipici del Salento, ascoltare iniziative teatrali, partecipare alle escursioni alle grotte.

Un pensiero su “Ville in festa a Santa Maria di leuca

  1. La leggenda di Leucasia di Anna Rosa Potenza narra la storia fantastica di una fanciulla di nome Leucasia che fu trasformata in sirena dalla dea athena e credette nella forza travolgente dell’amore.
    Leucasia era innamorata del re poeta Melisseo, suscitando la gelosia di Poseidone, che aveva scelto la fanciulla come sua futura sposa.
    Il dio del mare scatenò dalle visceri della terra il feroce mostro Ristòs, il quale si avventò contro l’imbarcazione del giovane re inabissandola. Nonostante l’intervento della dea Athena che pietrificò il feroce mostro, Melisseo morì in seguito al naufragio.
    Leucasia, disperata, non si rassegna. Con coraggio e determinazione si reca nell’Averno, come fece Orfeo per Euridice, per chiedere ai re degli inferi Ade e Persefone di far ritornare in vita il suo amato, ma tutto fu inutile. Essi potevano concederle di vederlo solo per una notte, nel primo plenilunio di Settembre, con la raccomandazione che alle prime luci dell’alba Melisseo dovesse assolutamente rientrare nel luogo infernale.
    Leucasia accetta il compromesso e ritorna sulla spiaggia dove l’attende Poseidone inferocito, il quale la rapisce con un’onda potentissima e l’affonda verso gli abissi più profondi. La fanciulla travolta dalla forza marina perde i sensi e sta quasi per morire, quando all’improvviso una luce avvolge il suo esile corpo, che roteando cominciò a subire graduali trasformazioni. Le sue gambe si rivestirono di scaglie d’argento e i piedi si allungarono a forma di pinne. I capelli si ricoprirono di madrepore e conchiglie luminose, il seno e le braccia di sottile madreperla. Ella riprese a respirare e a nuotare ; ormai era divenuta una sirena, la più bella sirena di quel mare . Ciò era avvenuto grazie all’intervento di Athena che non poteva permettere un ulteriore sacrificio.
    Passarono gli anni i secoli e i millenni. La bella sirena triste e sconsolata cantava ai marinai di passaggio la sua infelice storia d’amore. Gli abitanti del luogo, commossi, chiamarono il loro paese Leuca in ricordo della bella e abile sirena, il promontorio del mostro pietrificato Ristòs, Punta Ristola e il luogo in cui fu sepolto Melisseo Punta Meliso, la parte terminale del promontorio japigio dove fu costruito un tempio sacro alla dea Athena .
    Qualcuno dice che nel primo plenilunio di settembre verso mezzanotte abbia sentito una voce provenire dal mare che chiama ripetutamente il nome di Leucasia..Qualcuno dice ancora che subito dopo questo gemito s’intraveda tra le onde sotto i raggi della luna la dolcissima sirena che accorre al richiamo del suo amato e canta con voce sommessa: “ Sono qui amor mio, eccomi sono qui accanto a te, per sempre”. Melisseo l’abbraccia e la stringe a sé, sussurrandole dolci frasi d’amore: “Nessuna morte potrà separare l’amore vero, nessuno potrà separarmi da te amore mio”. Alle prime luci dell’alba, Melisseo deve rientrare nell’Averno. Leucasia con un colpo di coda si rimmerge nel fondo più profondo degli abissi sulle melodie del suo straziante canto d’amore.

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