Una fede antica a Castrignano, la festa di San Michele Arcangelo

Arrivando nel cuore di Castrignano Del Capo, a solo 5 Km da Santa Maria di Leuca, Borgo Terra, antico centro della cittadina, appare in tutto il suo antico e suggestivo splendore.
Piccole e contorte stadine si snodano tra le pareti, una volta bianche, delle case a corte con caratteristici balconi.  E’ qui che si trova la Chiesa Madre, dedicata proprio a San Michele Arcangelo: realizzata in “carparo”, presenta un’unica navata con sei altari laterali, posti tre per lato al di sopra dei quali vi sono numerose tele raffiguranti San Michele, San Giovanni Battista, San Oronzo, la Madonna delle Grazie, la Vista di Maria ad Elisabetta.
E’ questo il luogo sacro ove il 29 Settembre di ogni anno si riuniscono i fedeli, mentre il prezioso organo alto tre metri e largo due, suona suggestive litanie, uniche nel loro genere e molto apprezzate da turisti e curiosi.

Tantissime sono le tradizioni religiose in Puglia, come quella di preparare i pani pasquali con un uovo o più,  come l’usanza degli animali che si offrono in voto, la quale ha antiche reminiscenze nel naturalismo, la religione dei pastori e degli agricoltori.
Tutto deriva dalle antiche offerte agli dei, fatte dei prodotti delle greggi e dei campi, offerte poi trasposte con il Cristianesimo ai santi in occasione della festività. Così accade nel giorno di San Michele a Castrignano, quando numerose persone si recano in preghiera offrendo a San Michele dei sacrifici.
San Michele infatti è il protettore del popolo cristiano, così come un tempo lo era dei pellegrini, che lo invocavano nei santuari ed oratori a lui dedicati, disseminati lungo le strade pugliesi che conducevano alle mete dei pellegrinaggi, per avere protezione contro le malattie, lo scoraggiamento e le imboscate dei banditi.
San Michele non per nulla è considerato capo supremo dell’esercito celeste, e degli angeli fedeli a Dio.
La maestosa statua in legno di San Michele, conservata gelosamente nella Chiesa Madre, è opera dello scultore Nicol Fumo e viene adorata dai fedeli, e portata in processione; anche la processione in onore di San Michele, qui a Castrignano, ha oprigini antichissime: le tradizioni magno-greche integratesi all’interno delle feste religiose cristiane, è solo un esempio per evidenziare come in maniera stupefacente ancora oggi questa cultura sia così presente e faccia parte dell’identità di un popolo.

 

 

 

Verso le 17 del 29 settembre, la statua viene condotta all’esterno, seguita da un numero enorme di fedeli; l’esterno della Chiesa Madre presenta un portale riccamente scolpito con bassorilievi raffiguranti angeli, motivi floreali, e stemmi e sopra il portale è posizionata una magnifica statua di San Michele in pietra, adagiata all’interno di una nicchia.
In Piazza San Michele, nel cuore della cittadina salentina, si radunano così i fedeli con la stessa devozione di un tempo, quando nei sacri templi, si rendeva al Santo il culto supremo di adorazione, di lode, di ringraziamento, di riparazione.
Oggi a Castrignano tutto è stato adattato alle moderne circostanze, e cerimonie, parole, canti e ogni altra esteriorità, in modo che la processione di San Michele possa portare una rinnovazione e un accrescimento notevole di fede, di pietà e d’istruzione religiosa.
Durante la processione, espressione cultuale di carattere universale e di molteplice valenza religiosa e sociale, il rapporto tra Santo e pietà popolare acquista particolare rilievo: il “guerriero celeste” San Michele è patrono degli spadaccini, dei maestri d’armi e di tutti i mestieri che usano la bilancia (farmacisti, pasticcieri, droghieri, merciai; fabbricanti di tinozze) . Ecco il motivo per cui ogni anno accorrono centinaia di persone da ogni parte d’Italia per ammirare questo affascinante momento di devozione.

La festa a Castrignano, asume una valenza ancor maggiore se si pensa che perfino il grande fiume Nilo fu posto sotto la protezione di San Michele; anche la chiesa funeraria del Cremlino a Mosca in Russia, è dedicata a S. Michele. Non esiste oggi nessun Paese orientale o nord africano, che non possegga oggetti, stele, documenti, edifici sacri, che testimoniano la grande venerazione per il santo condottiero degli angeli.

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