Nome e Storia di Santa Mara di Leuca nel Salento in Puglia - Oggi: 17/12/2017

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Il Nome di Leuca e la sua storia

S. Maria di Leuca nel corso del tempo ha assunto diversi nomi: Erodoto la chiamava “Promontorio Iapigio” in quanto situata sul Capo Iapigio; Varrone, “Uria”, in relazione alle sue origini; Ovidio tenendo conto del fatto che era il primo porto che si incontrava venendo dalla Grecia gli attribuì il nome di “Sibari”; ed in fine Orazio e Strabone la chiamarono “Leuca” in quanto, secondo la geografia omerica, posta ad Ovest della Grecia e quindi alba o illuminata dal sole.

L’attuale nome, Santa Maria di Leuca, ha origini diverse. Leuca deriva dal greco Leukòs che vuol dire bianco,toponimo molto frequente in Oriente dato che l’isola di S. Maura sullo Ionio una volta veniva chiamata Leucade. Il motivo che può aver spinto i nostri avi a ricorrere a tale aggettivo non è certo. Può aver influito il colore delle abitazioni o l’effetto del sole che illuminava quelle terre di primo mattino,soprattutto per chi venendo da est aveva il sole alle spalle, o ancora la schiuma del mare che sbattendosi continuamente sulle coste lasciava dietro di sé questo biancore.

Per quanto riguarda l’altra parte del nome la sua origine è cristiana. La leggenda infatti vuole che proprio nello stesso luogo in cui si trova oggi il Santuario un tempo sorgesse un tempio dedicato alla dea Minerva, e che tale tempio cadde in frantumi all’apparire di S. Pietro che venendo dall’Oriente e diretto a Roma per predicare la parola di Dio, sbarcò proprio in questo punto della penisola Italica.

A conferma di ciò vi è una lapide all’ingresso del Santuario datata 43 d.C. che conferma il passaggio dal paganesimo al cristianesimo, ed una serie di tradizioni popolari di cui una afferma che venendo da Gagliano del Capo al bivio per Leuca, vicino ad una masseria vi sia un antico pilastro votivo sul quale vi è l’usanza di lasciare un sasso, in ricordo della visita effettuata al Santuario. Ebbene secondo la tradizione proprio in questo punto si riposò S. Pietro prima di riprendere il suo cammino. Un’altra leggenda tramandata nei secoli vuole che nei pressi di Giuliano vi sia un pozzo che tramanda da allora la voce che il Santo si sia fermato per dissetarsi.

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