Il teatro dialettale ad Acquarica del Capo

dal 2 Marzo 2014 al 3 marzo 2014 #teatro #santamariadileuca #salento

Acquarica, come ogni anno nel periodo di Carnevale, mette in scena il teatro dialettale. Non quello fatto di personaggi, fatti e momenti propri di un popolo che assolutamente non è quello salentino; ma il vero teatro dialettale, quello che la Compagnia Teatrale, guidata da Paolo Calò, rappresenta, fatto di vita salentina e di quei sentimenti di cui i figli del Salento vanno fieri.

Il teatro dialettale ad Acquarica del CapoLa vocazione per il repertorio popolare salentino è da sempre presente ad Acquarica, a pochi chilometri dalla più famosa cittadina di Santa Maria di Leuca. Negli archivi storici di Acquarica del Capo sono tante le testimonianze che raccontano di un teatro sorto sul luogo dell’antica cittadina che, dopo essersi trasformato in teatro della parrocchia, divenne teatro per tutti, e resterà fortemente ancorato ai temi del genere dialettale classico. Un filone, quest’ultimo, che ben si coniuga con quello brillante dell’attuale gestione di Paolo Calò.

I riferimenti, chiari ed inequivocabili, sono rivolti al repertorio di Raffaele Protopapa, il più noto autore salentino di tutti i tempi, per creare commedie originali sicuramente gradite al pubblico del Basso Salento.
La Compagnia Teatrale nata come gruppo parrocchiale, di cui è presidente Paolo Calò, non porterà in scena quindi teatro di colta accademia, e forse è per questo che anno dopo anno richiama sempre più spettatori.

L’Associazione Acquaricese si rifà, come detto, a Protopapa, l’attore salentino che recitava poesie dialettali, interpretava simpatiche piéce e commedie in due o tre atti. Gli undici attori si esibiranno nelle serate del 2 e 3 marzo 2014 nel Salone dell’Oratorio con il famoso pezzo “Pelo contro pelo, permanente per signora”.
Si tratta di uno spettacolo assai decoroso sotto ogni punto di vista, che meriterà grandi accoglienze da parte del pubblico di Acquarica. Il 2 marzo, ed in replica il 3 marzo, il pubblico accorrerà numeroso, non solo nella certezza di trascorrere una lieta serata, ma anche per un doveroso riconoscimento alla coraggiosa iniziativa di Calò, di ridare ai salentini il loro teatro dialettale.

 

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