La festa di Sant’Ippazio o Santu Pati, a Tiggiano

Chi attraversa il Basso Salento in pieno inverno, va inevitabilmente incontro a paesi ornati da arcate e trofei di lampade, a lunghe file di bancarelle e mercati imponenti di animali, a bande musicali, orchestre e cantanti di grido, al rimbombo di mortaretti e di splendidi fuochi di artificio. E’ la grande festa di Sant’Ippazio che coinvolge numerosi borghi. In particolare Tiggiano che si spegne dei colori delle feste natilizie, per riaccendersi delle luci della festa in onore di Santu Pati, Sant’Ippazio, ma anche dell’oro dei preziosi percoli barocchi in legno intagliato, l’oro dei monili appesi al simulacro del santo come offerta per grazia ricevuta.

Il 18 e 19 Gennaio 2013, Piazza Olivieri, dove è ubicata la graziosa chiesetta dedicata al Santo, risplenderà delle luminarie. Un’antica leggenda narra che, mentre i tiggianesi costruivano la chiesa parrocchiale, apparve loro un vecchio con un rotolo in mano dove era rappresentato Ippazio, protettore della chiesa in costruzione. Un tempo, prima che il Santo venisse portato fuori dalla Chiesa si svolgeva l’asta per chi doveva assumersi l’onere e l’onore di condurre a spalla la statua, e chi doveva condurre lo stendardo.

E’ noto che fin dall’antichità ogni cittadina del Salento era posta sotto la protezione di una divinità: col Cristianesimo la protezione dei santi si estese anche nei regni, i quali scelsero un loro protettore. Ma anche i santi patroni del luogo aumentarono il numero nel corso dei secoli, finchè la Chiesa fu costretta a intervenire con un decreto del 23 marzo del 1960, firmato dal papa Urbano VIII, per disciplinare le norme per l’elezione del santo patrono. In Salento, e in particolare nel Capo di Leuca, pur seguendo il decreto del Papa, vennero creati santi patroni principali e santi patroni ordinari, dando modo in conseguenza allo scatenarsi di risse e conflitti per affermare ognuno la propria supremazia.

A Tiggiano si festeggia Sant’Ippazio, vescovo e martire vissuto nel IV sec. d.C., che partecipò al Concilio di Nicea per dirimere l’eresia di Ario che sosteneva che Dio era una persona; Ario adirato gli diede un calcio nel basso ventre, dopodichè il Santo venne lapidato. La cosa valse ad Ippazio il protettorato sui genitali degli uomini e sulle ernie inguinali.  Un’altra leggenda racconta che un pauroso dragone entrò nella regale tesoreria che custodiva tutto l’oro dello Stato; l’imperatore, che conosceva le virtù di Ippazio, lo mandò a chiamare ed egli chiese all’imperatore di fare innalzare una grande pira; il Santo riuscì a farsi seguire dal drago che si lanciò in mezzo al fuoco e tutti riconobbero il miracolo. Tanti sono i prodigi che si attribuiscono ad Ippazio, molto amato e venerato a Tiggiano. In particolare, in questo piccolo comune salentino, viene associata al santo la caratteristica “pastanaca”, cioè la carota, ortaggio al quale, nei giorni della festa, è dedicata una sagra che si tiene in Via Umberto I e in via Palermo, nei pressi della Chiesa.

La caratteristica principale della festa dedicata a a Sant’Ippazio, è la grandiosa Fiera punto di riferimento per contadini, commercianti e gente comune: tra Via Vittorio Veneto e via Cortina, numerosi stand verranno allestiti con prodotti dell’artigianato locale, artigianato artistico, culinaria, oggettistica. La fiera di Tiggiano, in un luogo come Capo di Leuca, è una finestra sul mondo: ha tutti i numeri, le dimensioni e l’organizzazione per essere la vetrina ideale dei prodotti tipici del Basso Salento. E non solo: la fiera di Tiggiano agevola gli scambi commerciali garantendo i più alti livelli di comfort, efficienza e praticità a tutti coloro che, anno dopo anno, vi patecipano sempre più numerosi. Oggi la Fiera di Tiggiano, pur restando legata alla tradizione, dispone di infrastrutture modernissime e con eccezionali potenzialità. Vero e proprio nuovo polo espositivo, offre agli espositori strutture all’avanguardia e ha il ruolo di ideale ponte fra la Puglia e il Capo di Leuca.

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