Lu tambureddhu a Presicce

A una mancitada di Km da Santa Maria di Leuca, un progetto portato avanti da decenni, punta alla riscoperta ed alla rivalutazione della  tradizione musicale del Basso Salento, proprio dell’ “epoca contadina”: è la festa de Lu tambureddhu, il tamburello, che viene organizzata ogni anno 9 giorni prima della festa di S.Andrea, Santo Patrono della città.
Già nelle prime ore dell’alba, un gruppo di musicisti, percorre le vie del paese, intonando canzoni popolari al suono del tamburello.

Il repertorio che viene proposto è fortemente legato alla terra: le  feste paesane, i tanti canti di questua, storielle maliziose e d’amore; ma soprattutto gli  immancabili stornelli a tempo di saltarello.
I suonatori non rappresentano una vera e propria band, né tanto meno un complesso nel senso comune  del termine, ma la somma (diversa nelle sue parti) di individualità, accomunati oltre che dalla passione per la musica, dalla stessa identità geografica, quella salentina.
Si tratta di un gruppo spontaneo, quasi una  riunione casuale che ha cominciato a produrre musica, frutto di una ricerca costante nelle tradizioni popolari della zona salentina, fatta  di puntuali studi e dissertazioni antropo-socio-filosofiche sul ruolo  della tradizione popolare al giorno d’oggi.

 

 

 

 

 

Originariamente, ora non più, insieme alle canzoni, venivano indirizzati motti e frasi salaci e scherzose che rimarcavano vizi privati e pubbliche virtù dei destinatari.
Oggi invece la musica suonata a Presicce durante la festa de Lu Tambureddhu, deriva dall’aver saputo ascoltare i nonni, e dal frequentare, per il solo  gusto di farlo, alcune vecchie feste, dove la memoria della società  contadina ancora risuona, oltre che nella musica, nei proverbi, nelle  battute e in una concezione della vita dove tutti hanno un ruolo ed una  caratteristica sociale definita ed accettata.

La dimensione più propria di questa affascinante giornata di festa, è quella delle riunioni di piazza, delle sagre, dei pranzi, dove le persone sono sempre pronte ad un clima di festa e spensieratezza. Nella giornata del 21 Novembre 2012, Presicce ancora una volta unirà al tamburello anche gli strumenti della tradizione nelle loro esibizioni, come l’organetto e la fisarmonica, mantenendo  sempre in primo piano la voce come il vero mezzo con cui comunicare la tradizione popolare.
Il repertorio che verrà esibito per le vie e le piazze della cittadina, è costituito da stornelli improvvisati in quartine e  terzine, la poesia in ottava rima, i saltarelli salentini e i canti delle terre pugliesi.
Grazie a questi gruppi che organizzano l’intera giornata, mossi unicamente da talento e passione, si mantengono vive le tradizioni e si porta avanti un’importantissimo bagaglio di una cultura orale che non deve scomparire.

Un pensiero su “Lu tambureddhu a Presicce

  1. In una società, come la nostra, dove quasi tutto è omologato dal mercato, dalla pubblicita’, dai mass media, dalla musica elettronica, dai cantautori malati di protagonismo televisivo esasperato, rivivere la tradizione musicale orale, cantare, suonare, ballare, la pizzica, la tarantella, la tammurriata, significa amare, amare, amare la terra dove siamo nati e conservare intatti gli affetti, i sentimenti che i nostri genitori ci hanno lasciato, con tanto amore e passione. Salvatore.

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