Culturanze, Vacanze in cambio di Cultura

A pochi minuti da Santa Maria di Leuca, nella splendida località di Pescoluse, il mese di settembre 2012 è ricco di iniziative: il Salento, è una delle destinazioni più gettonate dagli italiani in settembre, ed è anche il rifugio nostrano che piace sempre più ai turisti stranieri. Non a caso, questo mare è paragonato a quello delle Maldive. Un successo che continua a crescere e che fa del Salento un luogo da visitare soprattutto in bassa stagione, per apprezzare l’acqua cristallina e godere della sua arte.
Studiosi ed artisti hanno messo a disposizione il proprio sapere aderendo all’iniziativa Culturanze, Vacanze in cambio di Cultura, proposte di baratto culturale.
A Pescoluse, a soli 11 Km da Santa Maria di Leuca, alcuni aderenti alla Rete Italiana di Cultura Popolare hanno deciso di condividere una casa per chiunque voglia dedicare agli ospiti della struttura il proprio sapere: si assicura una settimana di alloggio in cambio del la disponibilità di due mezze giornate di attività.
A Settembre, a Leuca, si potranno scoprire i numerosi benefici di una vacanza in questo periodo: si avrà l’occasione non soltanto di fuggire dai luoghi affollati, ma anche di godersi le ferie ad un prezzo più vantaggiosoe ricche di inziative culturali. Sarà bello dunque approfittare della fine dell’estate per concedersi un momento di evasione, infatti, una volta passati i mesi di luglio e agosto, settembre in Salento offrirà le stesse temperature ma con meno turisti.

Negli ultimi anni l’Unesco ha promulgato alcune convenzioni strategiche su temi e aspetti centrali della Cultura popolare e in particolare la Convenzione di Salvaguardia per il Patrimonio Culturale Immateriale del 2003 e la Convenzione sulla Protezione e la Promozione della Diversità delle Espressioni Culturali del 2005. I Patrimoni immateriali e materiali sono espressione di ciascuna realtà particolare e la diversità delle espressioni culturali si concreta nel dialogo interculturale, le cui basi sono l’ascolto dell’altro da sé e il reciproco riconoscimento.
Questo è alla base di Culturanze, Vacanze in cambio di Cultura: la passione per la Storia, per l’Arte o per gli eventi culturali, in Salento diventa vacanza, perchè le vacanze potranno essere dedicate alla scoperta di un patrimonio culturale di eccezione. In un castello medievale, in una villa di Leuca, in una dimora sulla spiaggia a Pescoluse, in un trullo, in una masseria del Salento: la  sete di cultura di ogni turista potrà essere associata a una vacanza, per creare i propri itinerari alla scoperta del Basso Salento.
In particolare, dal 15 al 29 Settembre 2012, sono previste performance di danza, restauro e teatro. La Puglia riconosce alla danza, al restauro, al teatro, e a tutto il settore dello spettacolo, un valore culturale, educativo e formativo e ne promuove la diffusione su tutto il territorio.

Il progetto di danza Watermemory di Raffaele De Martino parte dall’idea di rappresentare il legame con la sostanza liquida, componente per grande parte il nostro copro ed il pianeta. Il Salento è una terra da sempre caratterizzata dalla scarsità delle acque e dalla dipendenza idrica; negli ultimi anni levariazioni climatiche, con prolungati periodi di siccità, e la presenza di suoli con forte tendenza all’erosione uniti alla salinizzazione dei suoli,  hanno determinato un forte incremento del fabbisogno di acqua nel Salento. La danzatrice Sonia Di Gennaro con movimenti lenti e morbidi darà forma a questo elemento di cui il Salento tanto abbisogna, ed esprimerà l’analogia esistente tra le profondità del mare e la vita interiore dell’uomo.
La musica costruirà scenari primordiali che evocheranno quelli dei primi uomini e si racconterà del valore simbolico e religioso attribuito all’acqua che per alcuni popoli: i Messapi furono il primo popolo civile a giungere via mare nel Salento, dalle aspre regioni dell’Epiro: a ondate successive, ma con regolare cadenza, altri popoli corpirono la breve distanza tra le due sponde dell’Adriatico per fondare nella regione compresa tra il Capo di Leuca e il territorio a sud di Taranto. Si racconterà del legame primordiale tra il Salento e il mare.

 

 

 

 

 
Il progetto di Restauro a cura di Diletta Ginevra Zecchi si occuperà delle cause del degrado chimico, come sbalzi termici, azione dell’acqua, composizione mineralogica della pietra e cristallizzazione dei sali. Si cercherà di dare una spiegazione dei meccanismi del degrado chimico, con particolare attenzione ai composti che vengono prodotti dall’inquinamento e che si trovano nell’atmosfera, e degli agenti biologici, come muffe o funghi. Il tutto ponendo particolare attenzione a quali sono gli agenti più dannosi in un ambiente marino come quello del Basso Salento: l’aumento naturale della salinità delle acque in Salento, purtroppo ha modificato significativamente le caratteristiche storiche di molti monumenti della zona.
Il progetto si intitila “Degrado dei materiali e manufatti in pietra” e comprende alcuni metodi di restauro e la loro sequenza per ottenere un buon risultato, portando esempi di sistemi di pulitura, consolidamento e protettivo.

Per il progetto Teatro, la Compagnia teatrale Odemà, di Milano, porterà in scena “A tua immagine”, spettacolo vincitore di una segnalazione speciale al Premio Scenario 2009. Si tratta di uno spettacolo che tocca il tema del rapporto con il divino e l’umano che c’è in ogni persona. In scena si accende un dialogo tra tre personaggi di fantasia: il primo di essi rappresenta Gesù ed è venuto per chieder conto al padre di quali siano i doveri ed i privilegi che comporta questo essere figlio suo. Il secondo è il Padre, e sembra tergiversare dinnanzi a queste richieste. Infine il terzo, che rappresenta il diavolo,  è venuto perché anch’egli può trarre degli interessi da questa unione.
E sarà proprio il terzo personaggio, ad introdurre il pubblico di Pescoluse in un quadro familiare terribile: quello di Lui, di Dio e di suo figlio Gesù.  Alla fine dello spettacolo si aprirà un dibattito con il pubblico accogliendo anche le curiosità rispetto al lavoro di messa in scena e riflettendo sui meccanismi del potere che pervadono la cultura: dal rapporto con la religione a quello con la famiglia e quindi con se stessi. Infine, la voce e la chitarra di Enrico Ballardini, attore e musicista della compagnia, racconterà le mille voci del sottosuolo culturale che trova posto in ognuno di noi.

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