Sagra popolare “La sciabbica” a Castrignano

La Sagra popolare della Sciabbica a Castrignano del Capo, intende proporsi come rassegna specializzata, dedicata ad un mercato che vuole avvicinare sempre più i produttori ai professionisti del mare, e ha come obiettivo quello di far incontrare gli operatori della pesca sportiva con quelli della pesca professionale. La Sciabbica è una tradizionale rete per pescare a strascico nelle zone costiere, usata soprattutto nel basso Salento, che dà il titolo all’intera rassegna, che nel corso di un intero mese consente un rapido e fattivo scambio di conoscenze e di informazioni tra i produttori e gli utilizzatori.

La “sciabbica”, questa tecnica di pesca conosciuta fin dalla notte dei tempi e praticata anche dagli antichi egizi, e varie giornate ad intenso ritmo di incontri e contrattazioni saranno la caratteristica della rassegna ad essa dedicata. Durante i convegni e gli incontri organizzati, i temi trattati saranno numerosissimi: dall’acquacoltura, alla filiera corta, dalla “sciabbica” buttata al tramonto come si faceva un tempo, al pescaturismo, alla pesca sostenibile, cercando di creare momenti di scambio di informazioni e di accrescimento.

Durante la sagra, che sarà presente dall’1 al 30 luglio 2012, verranno esposti gli attrezzi tradizionali di pesca, e oltre alla sciabbica si potranno ammirare le varie trappole che sono tra gli attrezzi da pesca quelli che evidenziano più di ogni altro la conoscenza dell’ambiente, del territorio e le caratteristiche ecologiche delle prede: spesso le prede vengono catturate a tradimento, sfruttando la riproduzione e le migrazioni.
Sarà in bella mostra anche la tonnara, uno strumento di pesca che rappresenta la cultura e la tradizione della pesca salentina: ad eccezione di tutti gli altri attrezzi non è quasi mai associata alla cultura marinara e alla navigazione, ma più spesso alla cultura del gruppo, della fatica fisica e delle tradizioni salentine.

La Sagra vuole essere anche una finestra affacciata sulla pesca sportiva, un hobby che coinvolge oltre un milione e mezzo di appassionati. Si troveranno infatti i migliori esperti che illustreranno tutte le tecniche di pesca e stand che presenteranno i loro articoli per tutti i tipi di pesca in mare.
Un appuntamento da non perdere, anche perché, alla Sagra della Sciabbica sarà possibile fare acquisti ed usufruire di interessanti sconti ed offerte.
Non mancheranno gare organizzate nel territorio circostante, convegni, didattica, scuole di pesca, incontri ed ovviamente prodotti e tante novità.

La Sagra infine vuole essere anche un modo per far conoscere il mestiere duro dei pescatori, fatto di pesante lavoro e di saggezza, quella propria di chi vive dei frutti del mare e che per questo necessita di grande conoscenza delle abitudini dei pesci. Legati alle tradizioni salentine sono i canti molti dei quali ancora oggi sono eseguiti con le stesse funzioni del passato: accompagnano e sincronizzano il lavoro, alleviano la noia e la fatica, scaricano le tensioni che si creano durante tutto il tempo del lavoro.

 

 

 

 

 

 

 

 

A Castrignano ovviamente sarà presente anche la gastronomia con i pescatori protagonisti: sapori e gusti salmastri verranno offerti ai visitatori in un reparto dedicato alle degustazioni dei piatti tipici di tutte le marinerie. In particolare verrà offerto lo zerro (qui conosciuto come pupiddhru), un pesce relativamente comune nelle acque che circondano Santa Maria di Leuca, anche se su questa specie mancano studi approfonditi; il nome corretto è Centracanthus cirrus. I pescatori della zona sanno che il pupiddhru popola in grandi banchi i fondali salentini ricchi di posidonia a profondità variabile da 15 a 100 metri, e con reti radenti e lenze escono con le loro imbarcazioni per catturalrlo e offrirlo fresco durante tutto il mese, ai turisti.
Può essere preparato in vari e gustosissimi modi.
Per esempio la scapece è una tradizionale preparazione gastronomica salentina a base di pesce fritto e marinato in aceto, con mollica di pane, zafferano e olio; la denominazione deriva dall’aragonese “escabèche” che a sua volta deriva dall’arabo As-sikbaj che designava una preparazione simile ma destinata alle carni bollite. I pesci impiegati sono appunto lo zerro (pupiddhru), oltre al garizzo (mascularu), alle piccole boghe ed ai latterini (minoscia).
Gli esemplari più piccoli di pupiddhru, vengono conservati sotto sale e immersi in una salsina di olio e aceto, per essere consumati sulle ottime friselle di Castrignano.
I pupiddhri possono essere anche consumati infarinati e fritti, con un panino e un bicchiere di vino bianco.

Ovviamente non mancheranno gli stand della pasta fatta in casa: orecchiette, cavatelli, minchiareddhi e sagne, condite con specialità di mare: verrà servito branzino al forno con patate al limone, Tagliatelle con carciofi e fasolari, Linguine al nero di seppia, pizza salata ai gamberetti.
Le verdure crude o cotte in forno, tradizionalmente condite con olio extravergine di oliva, soprattutto quelle selvatiche (papavero selvatico, cime di rapa, melanzane, zucchine e carciofi) accompagneranno i deliziosi pesci proposti alla sagra.
Per ciò che riguarda i vini non si possono non citare due vere perle: il Primitivo di Manduria e il Negramaro; due rossi corposi e intensi, proprio come la terra da cui provengono.

Durante i 30 giorni della sagra, ci saranno anche una serie di attività didattiche rivolte ai più piccoli, per iniziare insieme un cammino nel rispetto del mare, fiumi, laghi e torrenti e dei loro abitanti.

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