Fineterra, festa di arte e pensieri del Mediterraneo

Gagliano del Capo, a poco meno di 7 Km da Santa Maria di Leuca, è una delle tappe di “Fineterra”, una festa itinerante che si svolgerà dal 28 Luglio al 5 Agosto 2012,  riguardante arte e pensieri del Mediterraneo.
Fino al 5 agosto infatti, la manifestazione sarà in scena in paesi, piazze e palazzi del Salento eletti a luoghi di dialoghi, incontri, suoni e gesti per raccontare il Mediterraneo.
Gagliano del Capo, le cui origini risalgono all’età del bronzo,  si trova sulla costa che si affaccia sul Canale d’Otranto e basa la sua economia sul turismo balneare grazie allo splendido mare che caratterizza la cittadina.
Gagliano del Capo dunque farà da splendida cornice a questa festa in cui si incontreranno blogger protagonisti delle rivoluzioni sociali e politiche nel Paesi del «Mare nostrum» e giornalisti italiani impegnati a raccontare gli eventi di guerra. Nel caratteristico centro storico, a Gagliano del Capo, oltra ad ammirare la suggestiva Chiesa di san Rocco, eretta nel XVII secolo ma rimaneggiata in seguito, che conserva numerose opere di artisti locali, si ascolteranno i racconti dei sollevamenti contro i regimi autoritari, che stanno ancora oggi infiammando le coste del Mediterraneo. Le rivoluzioni, anche nell’era digitale si fanno in piazza, e il loro motore è la frustrazione politica, economica e sociale che cresce fino ad esplodere. Il fattore davvero rilevante nelle forme dei movimenti sociali che caratterizzano alcune coste del Mediterraneo, non è, infatti, tanto nell’utilizzo indistinto degli strumenti di internet da parte dei manifestanti durante i giorni caldi delle proteste; l’elemento realmente innovativo di queste “rivoluzioni” va cercato nell’appropriazione della “cultura” e della “struttura relazionale” della rete da parte di un’élite regionale di connectors, un soggetto collettivo che può essere definito degli “intellettuali tecnologici”.

Gagliano mostrerà a quanti accorreranno a questa splendida iniziativa, anchela Cripta di santa Apollonia, e le numerose grotte naturali che costellano le sue coste, alcune delle quali sono raggiungibili solo via mare. In un tale scenario, ci saranno giovani fumettisti che hanno raccontato e innescato la fine dei regimi, come la tunisina Nadia Khiari e il suo gatto Willis: docente presso la Beaux-Arts a Tunisi, Nadia Khiari ha iniziato a disegnare dopo il discorso di Ben Ali 13 gennaio 2011, e il suo personaggio, un gatto di nome Willis, da Tunisi, commenta da sempre sui social network tunisini gli eventi politici.

 Ci sarà la danza di coreografi del calibro di Paolo Fossa e dei coreografi egiziani accanto agli spettacoli dei Cantieri Teatrali Koreja e di Astràgali: la danza nell’antico Egitto, sulle sponde del Mediterraneo, veniva usata fin dai tempi antichissimi durante le feste e durante i funerali, accompagnava i culti e le più grandi ricorrenze pubbliche, politiche e militari. L’intero universo egiziano è da sempre stato sostenuto dalla danza, che era praticata dagli dei stessi, dai sovrani, dai sacerdoti e dal popolo.
Ogni danza era accompagnata dal battito delle mani. Danzatori e danzatrici disegnavano, come ancora oggi accade,  figure armoniose e simboliche, creando le premesse per un futuro studio sui movimenti abbinati alla musica.

 

 

 

 

 

 

La manifestazione prevede anche una mostra, curata da Ludovico Pratesi e Capo d’Arte con opere di Michelangelo Pistoletto, e una collettiva di giovani siriani in rivolta contro il regime: ancora una volta in Siria la banalizzazione, il pregiudizio, il razzismo inconscio e l’ideologia accecata la fanno da padrone ed insultano intelligenza e sofferenza umana. Cosa succede sul serio in Siria nessuno lo sa, non esiste una sola verità sulla Siria e su ciò che sta succedendo in un paese che un po’ tutti ignoravamo fino a qualche tempo fa e del quale oggi finalmente si comicnia a parlare.

Non mancherà la colonna sonora di “Fineterra”, a Gagliano: “Kifaya” è il brano inedito di Eugenio Bennato, che vuol dire “Basta!”: è stato il grido delle piazze e diventa il ritmo del nuovo Mediterraneo.  Sul palco Eugenio Bennato si esibirà con i suoi artisti e due performer siriani per cantare e dire basta.

Altre cittadine coinvolte nella manifestazione, oltre a Gagliano del Capo, sono  Vernole, Nardò, Calimera, Muro Leccese, Gallipoli, Otranto, Maglie, Cannole, Corsano e Casarano. Il 28 Luglio, all’esordio dell’intera manifestazione, nel Castello di Acaya a Vernole verrà presentata una tavola rotonda intorno all’opera «Love difference» di Pistoletto. e poi si passerà in piazza delle Erbe a Nardò per l’evento dal titolo “I blogger della rivoluzione: giornalisti di ieri e di oggi” con Kerim Bouzouita, protagonista della rivoluzione tunisina, Shiraz Jerbi, Francesca Caferri e Toni Capuozzo.

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