Sagra te la Cucuzzata a Vitigliano

Vitigliano, a una mancita di Km da Santa Maria di Leuca, è una cittadina ricca di costruzioni monumentali, tra cui spiccano il Menhir risalente all’età del bronzo, e il Cisternale, un arcaico monumento unico nel suo genere, probabilmente legato alle usanze del culto divino.
Alcuni di questi meravigliosi monumenti sono visitabili anche di sera, con emozionanti percorsi ove sarà possibile prendereparte ai suggestivi appuntamenti dopo il tramonto, come la Sagra della Cucuzzata, che si svolgerà il 5 Agosto 2012.
Se invece si preferisce una vacanza di relax il Salento è ricco di terme, con numerose sorgenti
di acque salutari e molteplici proposte di elevata qualità, tra cui la vicina Santa Cesarea Terme: tutto questo è possibile grazie agli sforzi della Regione Puglia, che ritiene fondamentale per lo sviluppo la valorizzazione dei beni culturali, artistici, gastronoimici, paesaggistici ed ambientali, su cui sempre più sta investendo ingenti risorse.

La Cucuzzata di Vitagliano, è rappresentata da pane con zucchine, pomodori, olive, e cipolla.
In Piazzetta degli Angeli a Vitalgiano si vedrà l’olio di oliva salentino friggere in padella, con dentro la cipolla tipica di queste zone tagliata grossolanamente. Mani esperte scottateranno e peleranno i pomodori e aggiungeranno le olive.
A un impasto precedentemente preparato e fatto lievitare, verrà aggiunto questo gustosissimo intingolo, per poi essere cotto nei forni a legna e servito ai turisti, che come ogni anno si affolleranno ai vari stand.

 

 

 

 

 

 

La cucuzzata vede le sue origini nelle cosiddetta “cucina povera” salentina. Il Salento è da secoli la patria della cultura della buona tavola e di quel sentimento di convivilità, nobile e civile arte e stile di vita che, dalla più umile sagra al più ricco ricevimento, alberga in tutti i cuori dei veri pugliesi.
Le complesse vicende storiche di questa regione giustificano da un lato le influenze francesi e spagnole delle preparazioni dei piatti che si consumavano alle mense dei ricchi, molto appariscenti, molto scenografici e spesso sostanziosi; ma giustificano altresì la cucina povera, quella riservata al popolo in cui primeggiano ortaggi e latticini, in cui è quasi assente la carne, e il pesce è riservato alle feste.
Una regione nella quale i poveri erano veramente poveri e i ricchi conducevano una vita godereccia nei palazzi e castelli dei nobili oltre che, naturalmente, alla corte del Regno, ha avuto nei secoli una cucina divisa per censo senza possibilità di reciproche influenze affidata alla fantasia della povera gente la prima, ai grandi cuochi la seconda.

Un aspetto interessante della cucina cosiddetta povera a Vitalgiano sono alcune elaborate preparazioni di verdure ed ortaggi, come la caponata di melanzane i peperoni imbottiti, alle quali si contrappongono piatti più semplici come la zucca in agrodolce con aglio e menta e i carciofini ed i cardi alla pastella. Sicuramente anche queste portate si troveranno sugli stand allestiti in Piazzetta degli Angeli, mentre musica e danze caratteristiche terranno compagnia ai turisti.
Elemento di fondamentale importanza per la gastronomia salentina è l’aspetto decorativo dei piatti e della stessa tavola: la cucuzzata, pur nella sua naturalezza, verrà presentata sempre in modo curato, a dispetto anche della semplicità della ricetta. E così si potranno ammirare anche un semplice cocomero rosso arricchito di granelli di pistacchi, gocce di cioccolata ed un gelsomino, oppure una semplice frisella salentina condita con speciali prelibatezze gastronomiche, dolci, conserve e i formaggi. Saranno presenti stand dedicati alla preparazione della carne, agnello castrato o maiale.

Questi aspetti gastronomici caratteristici sono valorizzati in Salento dalla organizzazione di numerose sagre che si svolgono in quasi tutte le località: la sagra di Vitigliano, è famosissima anche se l’elenco delle sagre non si esaurisce con la gastronomia, perché si estende anche al prodotto lavorato, all’artigianato salentino, e a quant’altro si possa immaginare.

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