Sagra De Li Diavulicchi, V edizione

La Sagra più piccante dell’estate, giunta nel 2012 alla sua V edizione, prende il via come ogni anno a Morciano di Leuca, nei pressi dell’incantevole Santa Maria di Leuca.
Parlare di cucina a Santa Maria di Leuca significa volgere uno sguardo al passato e ripercorrere idealmente le gesta delle tante popolazioni che hanno abitato e dominato questa splendida terra, lasciando una grande eredità gastronomica.
Greci, Romani, Arabi, Normanni, Ebrei, Francesi, Spagnoli: ognuno ha lasciato una propria traccia da una parte all’altra del Salento, dando vita non ad una, ma a tante cucine salentine. Quella di Santa Maria di Leuca è diversissima da quella di Taranto,e  differente da quella di Foggia o di Bari.
S’intrecciano le ricette della cucina “povera”, quotidiana, con quella “aristocratica”, e quelle delle sagre, come la sagra “de li diavulicchi” di Morciano.
La Puglia è la regione che in Italia che consuma più peperoncino ed e anche la regione dove la fantasia dei produttori si è sbizzarrita nella creazione di prodotti che si intrecciano e si sovrappongono con quelli della tradizione.

Organizzata dall’associazione “Li Diavulicchi” di Morciano, associazione nata nel 2007, si tratta di una sagra dove i colori ed i sapori sono sorprendenti, un’unione armonica di piccante-agro-dolce-salato, dolce-grasso-aromatico, dolce-speziato-salato e dolce-amaro, con infinità di sfumature.
Il tutto presentato in una terra fertile, fertilissima, con prodotti eccellenti.
Il nome dell’Associazione “Li Diavulicchi”, deriva dal peperoncino, perché senza ombra di dubbio è un prodotto tipico locale, una spezia che va bene su tutte le pietanze, le rende più stuzzichevoli, più appetitose e saporite. L’associazione si propone attività assistenziali, di volontariato, sportive, ricreative, di svago, turistiche, artistiche, l’assistenza, la solidarietà sociale. E organizza questa sagra, famosissima ormai in tutto il sud Italia.

Durante la sagra organizzata per il 2 Agosto 2012, si troveranno sui vari stand allestiti per l’occasione i pomodori che sono il sole nel piatto tipico di Morciano, insieme alle sempre-presenti melanzane, due ingredienti fondamentali, che già da soli, insieme alla pasta sono rinomatissimi a Morciano. Le verdure non mancheranno certo sugli stand: d’estate primeggia la caponata, trionfo di sapori in un piatto davvero unico, dove agro-salato-dolce si amalgamano in maniera eccellente.
Il mare pescoso di Santa Maria di Leuca, dove c’è una grande tradizione di pescatori e di tonnare, arriva nel piatto a Morciano: pesce semplicemente cotto alla griglia, insaporito da salse,involtini di pesce spada, pesciolini infarinati e fritti, pasta con le sarde.
E poi le zuppe, saporitissime e la carne, privilegiata soprattutto nell’entroterra che potrà essere gustata con la salamura cotta, una preziosissima salsa preparata con pomodori, peperoni e diavulicchi.

Ma il vero principe della sagra, sarà il “diavolicchio”,  peperoncino piccante, che come tutti i peperoni, ha effetti particolari sul sistema nervoso dell’uomo. Parlare di Morciano e della sua cultura gastronomica, porta con il pensiero direttamente al peperoncino. Nella cucina di Morciano è raro trovare un piatto, fresco o conservato, in cui non appaia il peperoncino fresco o essiccato e poi macinato, che in dosi modiche o esagerate è sempre presente.
Uno degli 85 generi di peperoncino è il capsicum al quale appartiene il peperoncino rosso piccante, il diavolicchio.
Il nome latino capsicum probabilmente deriva da capsa, scatola, per la particolare forma del frutto che ricorda proprio una scatola con dentro i semi; oppure dal greco kapto che significa mordere, con evidente riferimento al piccante che “morde” la lingua quando si mangia.

Il “diavolicchio” certo, avrà un proprio nome scientifico: esistono centinaia di capsicum in tutto il mondo che producono tanti tipi di peperoncini, di tante dimensioni, forme e sapori; ma val la pena seguire il consiglio di uno studioso importante come Tom Stobart il quale suggerisce di dimenticare i nomi e le classificazioni scientifiche, e chiamare i peperoncini con i loro nomi locali. Per cui si troverà il peuvroun in Piemonte, il pevrum in Emilia, le cazzarele a Pescara e Chieti, il diavulillu nel Molise, il peparuolo in Campania, e il diavulicchio in Salento.

Alla sagra di Morciano si troveranno diavulicchi serviti con i pani, saporitissimi, d’ogni forma: quelli devoti, bellissimi, sono vere e proprie opere d’arte, diavulicchi da accompagnare ai profumatissimi vini salentini. Accanto ai prodotti tradizionali, verranno serviti, alla sagra, numerosi alimenti a base di diavulicchi, come le paste, la grappa, addirittura le confetture ed il gelato, quasi a voler significare che questo piccolo, ma potente frutto, costituisce parte integrante della identità di Morciano.
Il sud del Salento vale bene un giro gastronomico, esperienza indimenticabile, dalle grandi emozioni.

 

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