Il santuario basilica “de finibus terrae” a Leuca

Santa Maria di Leuca rappresenta l’estremo lembo di territorio che si getta nel mare all’estremo sud est dello stivale italiano.

Da ciò deriva il nome che le venne dato dai romani, “de finibus terrae”, e che per l’amministrazione romana significava anche il confine oltre il quale i sudditi romani cambiavano la loro condizione sociale ed amministrativa, da “cives” diventavano “provinciales”.

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la basilica al tramonto

Sul promontorio che domina la cittadina si trova la Basilica di Santa Maria de Finibus Terrae. La località di culto cristiano sorge sui resti di un antico luogo di culto dedicato a Minerva, di cui resta testimonianza nel frammento di un ara votiva conservata all’interno della basilica e su cui sono scolpite alcune incisioni in latino ed in italiano che testimoniano appunto del culto alla dea. Quando San Pietro nel suo viaggio verso Roma approda sulla costa salentina il luogo sacro ai pagani viene trasformato in luogo di culto cristiano, e sul tempio di Minerva viene edificata una chiesa. Il passaggio di San Pietro da questi luoghi non è certo, ma sono molte le testimonianze in questo senso, almeno così testimoniano le numerose lapidi, chiese e croci lungo l’ipotetico tragitto del santo e diversi scritti dei cronisti dell’epoca.

Il santuario odierno non è la costruzione originale cinquecentesca, perchè la basilica ha conosciuto nel corso della sua storia diverse volte razzie e distruzioni, ad opera principalmente dei turchi e dei saraceni che flagellavano le coste pugliesi con le loro continue incursioni e scorrerie. Già in epoca romana la chiesa era stata abbattuta per volere dell’imperatore Diocleziano protagonista di una feroce lotta contro i cristiani di cui è stato celebre e crudele persecutore. L’ultima di queste distruzioni e la successiva ricostruzione risalgono ai primi decenni del 1700 e la struttura fortificata che la contraddistingue rivela come ancora si temessero al tempo nuovi attacchi dei turchi.

L’interno è ad una navata, appena dopo l’ingresso sulla destra il grosso masso monolite con le iscrizioni votive, al fondo, sull’altare maggiore, i visitatori possono ammirare un bel dipinto della Madonna con il Bambino, attribuito a Jacopo Palma il Giovane, un discepolo del Tiziano. Abbelliscono l’interno alcuni altari, disposti sui lati della basilica, un organo della fine dell’800 e numerose tele della stessa epoca.

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