Intervista: Capo di Leuca gli Operatori e un progetto di Confcommercio

Salento- TURISMO l’unione fa la forza?

Il turismo è una grande opportunità per il Salento, che però finora non ha sviluppato un modello efficiente nel business delle vacanze, con pochi investimenti mirati, scarsa professionalità e improvvisazione imprenditoriale.

Si coglie un misto di perplessità e disappunto nelle parole di Massimo Trande, salentino Doc, imprenditore turistico nel Capo di Leuca, laureato in economia e commercio a Modena, col pallino del business turistico da quando dirige la società di famiglia specializzata appunto in gestioni e locazioni estive di case vacanza nel Capo di Leuca.

    Trande ha 37 anni, sposato, un figlio col nome del nonno Gregorio, si muove tra Lecce e Santa Maria di Leuca, dove ha il suo quartier generale, un piccolo residence che affitta nei periodi estivi ad una clientela ormai affezionata e che ogni anno manda nuovi amici col passaparola.

    E’ uno dei tanti imprenditori che hanno aderito al progetto di Confcommercio, costituendo un direttivo proprio nel Capo di Leuca, un direttivo composto da imprenditori turistici dei diversi settori. L’intento del gruppo di operatori è quello di essere da trade-union da collante tra le istituzioni e gli stessi operatori, per risolvere le problematiche in maniera propositiva e veloce.

1 domanda) Perchè si ritiene un salentino Doc?

Sono due i motivi principali; il primo è che appena ho terminato gli studi all’università di Modena, ho deciso di tornare nella mia terra e di investire in questo territorio le mie conoscenze e le mie risorse, secondo è perchè credo nello sviluppo di questo territorio molte volte dimenticato, credo nella gente che con mille sacrifici ci vive e ci lavora, credo alle sue potenzialità, nella bella gente che lo abita, con la speranza che non lo lasci per andare a trovare lavoro fuori come purtroppo molto spesso accade. Qui o si ha il coraggio di diventare imprenditori di se stessi, oppure si rischia di non trovare mai un posto di lavoro.

2 domanda) Non mi dica che si è pentito di essere ritornato al sud?

No assolutamente, ma sono un po’ dispiaciuto per quello che vedo. Il sud sta perdendo l’occasione di essere il leader nel turismo a livello nazionale. Ha delle potenzialità ineguagliabili: la bellezza del paesaggio e della costa, la cultura, le tradizioni, lo stile di vita e l’imprenditorialità dei salentini, basti pensare a quanti prodotti tipici del nostro territorio si esportano in tutto il mondo, e quanti ogni giorno cercano di copiarceli.

3 domanda) Cosa c’è allora che non va?

Essere imprenditori nel campo del turismo, qui, nel sud Salento, è veramente difficile. Ci si trova soli, mancano i progetti di sviluppo del territorio, governo e pubblica amministrazione non lavorano nella giusta direzione, anzi spesso frenano.

4 domanda) Insomma è deluso?

No, non deluso, è che ci vogliono più sforzi ed energie per ottenere ciò che nelle altre parti del mondo si ottiene con più facilità. In più qui nel sud le opportunità di investimento sono poche e più difficili da sfruttare poiché mancano i servizi, le infrastrutture. La terra è una terra vergine, ma deve svilupparsi con un programma ben studiato, con dei punti di riferimento ben precisi, da non sottovalutare se non si vuole rischiare di fare un ulteriore passo indietro.

5 domanda) Ad esempio?

Esaminiamo il caso Colaninno e della colonia Scarciglia di Santa Maria di Leuca. Se un grosso imprenditore viene al sud per investire, per creare ricchezza, per dare nuovi posti di lavoro, be, non bisognerebbe fare di tutto per mandarlo via. Qui a Leuca, invece, è successo questo. Leuca avrebbe tratto grandi benefici da questo investimento, perchè da un investimento si muove tutto l’indotto e si genera business anche per gli altri operatori. Il Salento si dovrebbe confrontare più spesso con altri territori (non necessariamente lontani) che a livello politico credono molto di più nelle potenzialità dell’industria turistica. E poi bisognerebbe puntare ad un turismo di fascia alta, spinto appunto da strutture ricettive di alto livello, perseverando comunque ambiente e territorio, un turismo eco-sostenibile.

6 domanda) Lamenta dunque una mancanza di attenzione?

Certo. Mi chiedo come sia possibile che in Puglia le infrastrutture siano così carenti in un territorio che vive sul turismo, o meglio ad alta vocazione turistica. Il sistema dei trasporti è troppo inefficiente: arrivati a Brindisi, spostarsi è troppo difficoltoso. A parte il fatto che spostarsi da Brindisi per esempio a Leuca costa quanto andare da Brindisi a Milano ed è spesso pure un’avventura se si tratta di utilizzare le ferrovie della Sud-est.

Il Governo dovrebbe impegnarsi di più e dare certezze, sul piano organizzativo e strategico, agli investitori. Oggi ci sono grandi opportunità di sviluppo, ma queste opportunità non lasciamocele sfuggire, non lasciamo che siano solo gli stranieri a nutrire un certo interesse per il nostro paese. Gli operatori stranieri sono carichi di liquidità e non vedono l’ora di investire nel turismo, senza un cambio di rotta del “sistema Salento” si rischia di rimanere spiazzati.

7 domanda) La crisi finanziaria non fa paura?

Il 2008 e il 2009 saranno due anni molto difficili. La crisi provocherà un effetto a catena anche negli altri settori. Tutta l’economia è in crisi, dagli immobili alle carte di credito, ma allo stesso tempo si aprono nuove possibilità a patto che gli investitori siamo particolarmente acuti, flessibili e sappiano giocare d’anticipo.

8 domanda) Gli operatori del Capo di Leuca, che strategia hanno adottato?

Noi operatori ci siamo riuniti varie volte al fine di iniziare a conoscersi, per confrontare le varie problematiche del settore, abbiamo trovato delle soluzioni comuni e abbiamo capito che i problemi di ognuno di noi alla fine coincidevano, per cui la strada da percorrere per la risoluzione degli stessi era comune. Ognuno di noi è in gara con la propria azienda, ma non l’uno contro l’altro, anzi, l’unione fa la forza, capito questo tutto il percorso non dico sia in discesa, ma meno arduo.

Le turbolenze all’inizio sono state forti, ma poi, anche chi non era vicino a noi, ha capito che il nostro obiettivo è il bene comune, del territorio e dell’economia del turismo in genere. Per questo motivo molti ci hanno dato fiducia, altri ci metteranno alla prova ma siamo sicuri di non deludere nessuno. In secondo luogo abbiamo collaborato per la realizzazione di un portale di informazione col quale poterci scambiare opinioni, informazioni, avvicinarci ad un pubblico di operatori ma anche di clienti nuovi. L’informazione turistica ha il pregio di essere informazione e conoscenza a 360 gradi, trasversale, si parla di fiscalità , di investimenti, di rendimenti degli immobili, di andamento dei mercati, della borsa, dei beni rifugio. Il portale ci darà la possibilità soprattutto di farci conoscere, l’ottimo posizionamento ottenuto sui motori di ricerca ci darà l’opportunità di far conoscere e veicolare le nostre nostre idee, di incontrare e collaborare con nuovi operatori. Il tutto ha il fine ultimo di creare un “sistema salento” che non sia slegato dalla realtà di tutti i giorni, poiché siamo noi il futuro dell’economia e bisogna puntare con ottimismo sul turismo se si vuole cogliere i frutti di tanti sacrifici.

9 domanda) Un ruolo chiave lo deve svolgere anche la Regione Puglia.

La Puglia ha bisogno di un programma uniforme, per ciò che riguarda la promozione del territorio e il marketing in genere. Faccio l’esempio della Borsa Internazionazionale di Milano; bisogna presentarsi uniti, magari utilizzare uno stand più grande, ma uniforme, identificare l’inero territorio, ricoprire quello che si chiama “distretto turistico salentino” altrimenti di arriva spezzettati,e ciò non fa altro che denigrare la nostra immagine.

10 domanda. La prossima sfida si giocherà con la visita del Papa a Santa Maria di Leuca, proprio nella vostra amata Leuca.

Esattamente, la visita del Papa a leuca entrerà nella storia del nostro territorio e darà una visibilità mondiale a tutta l’area del salento. Bisogna giocare bene questa opportunità ed evitare gli sbagli e gli sprechi. Le risorse investite per l’evento Papa dovrebbere servire anche per colmare quel Gap di serizi che mancano durante il periodo estivo, in cui i turisti sono molti e hanno bisogno dei servizi di prima necessità. Chi gestirà questa operazione dovrà operare con cura, dalle autorità militari agli enti locali, dalla regione alla Diocesi, noi auspichiamo che ci sia un unico interlocutore che abbia il potere di fare e di decidere, noi siamo pronti a collaborare e a offrire i nostri consigli e il nostro supporto operativo. Ci auguriamo solo che la burocrazia non rallenti per l’ennesima volta questo processo che potrebbe dare un po’ di sviluppo e pubblicità al territorio.

Un ringraziamento a Massimo Trande di Residence Trande per la collaborazione

Anna Maria Ciardo

Un pensiero su “Intervista: Capo di Leuca gli Operatori e un progetto di Confcommercio

  1. Perchè in nome dell’imprenditoria deve essere concesso di tutto?
    Perchè quello che potrebbe ritornare un promontorio pulito dal cemento dovrebbe diventare un blocco di calcestruzzo sul mare?
    Possibile che l’unico modo di vedere il turismo e l’imprenditoria legata ad esso nel Salento deve per forza passare attraverso la costruzione di edifici in riva al mare?
    Mancano infrastrutture, servizi alla persona, adeguata assistenza al turista, trasporti e preparazione qualificata da parte degli operatori del settore e pensiamo solo a costruire cemento.
    Saluti.
    Giovanni Giannelli

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