Le grotte di Santa Maria di Leuca: Storia, Cultura e tradizioni nel Salento in Puglia - Oggi: 20/10/2017

italiano Santa Maria di Leucaenglishfrancaisdeutschespanol

Le Grotte di Santa Maria di Leuca

 

LE GROTTE

Il Capo di Leuca non è affascinante solo per la sua storia, per le leggende o tradizioni che ci sono ma soprattutto per il suo mare  per le sue coste. Solo chi non lo ha mai visitato non sa che il Capo è forse uno dei pochi luoghi al mondo in grado di mettere d’accordo tutti. In effetti in appena pochi chilometri di costa si possono trovare a levante scogliere alte  e frastagliate, a volte difficilmente praticabili per i non esperti,che scendono a picco nel mare Adriatico e a ponente piccoli arenili che interrompono scogli bassi o ancora ampie distese di spiaggia sabbiosa dal colore giallo-oro.

A rendere ancora più interessante tutto il litorale, in tutte la sua bellezza e con tutte le sue sfaccettature, è la presenza di numerose grotte carsiche, circa una trentina, a cui la fantasia e l’immaginazione dell’uomo hanno attribuito nomi alquanto singolari. In genere, per ammirarne meglio la loro bellezza e la varietà di colori che assumono le acque, è preferibile visitare le grotte situate a levante con la luce del mattino e quelle situate a ponente nel pomeriggio perché l’effetto delle rifrazioni luminose è molto più intenso e suggestivo.

Le grotte di Santa Maria di Leuca, sia del versante di Ponente che per quello di Levante, a causa della loro natura carsica, sono tutelate da precisi divieti da parte della Capitaneria di Porto e dal Ministero dell'ambiente.

Foto Grotte Santa Maria di Leuca

Le grotte a ponente. Grotta Porcinara è sicuramente la grotta più conosciuta di quelle esistenti a Leuca,  situata sul versante est  di Punta Ristola sul pendio di una scarpata, a 20 mt sul livello del mare e distante da esso 60 mt. Vi si può accedere da terra, attraverso un sentiero che partendo dalla litoranea si stacca da essa subito dopo il ponte dello “scalo di Castrignano”, sia per mare dato che l’area antistante la grotta è dotata di ampi gradoni. Scavata interamente dall’uomo, la grotta ha due grandi bocche che permettono di accedere nei  3 ambienti comunicanti tra loro. Il primo ambiente, situato ad oriente, è quello più grande ma è anche quello in cui la mano dell’uomo moderno, incurante a volte del bisogno di conoscere e salvaguardare le proprie radici e la propria storia, ha inciso maggiormente. Infatti la privatizzazione di questa parte della grotta ha portato alla sua separazione dagli altri due ambienti attraverso un muro posticcio, alla chiusura dell’ingresso naturale con murature e cancelli in legno e alla pianificazione del pavimento con calcestruzzo. Sicuramente lo spettacolo non dei migliori soprattutto per chi, accedendo alla grotta dal mare, nota che la sua volta è diventata il piano del ballatoio di una villetta privata.

Nel secondo ambiente, le cui misure sono circa 7 mt la parte più larga e 10 mt circa la profondità , ciò che colpisce è la presenza di numerosi buchi ad altezza d’uomo che molto probabilmente un tempo servivano ad ospitare immagini. Il terzo ambiente, ma anche il secondo, sono quelli più ricchi di testimonianze epigrafiche eseguite su tabelle rettangolari ottenute sulle pareti interne della grotta lisciando la roccia fino ad ottenere una superficie uniforme.  Le iscrizioni in greco e latino riportano nomi di marini( Erotimon, Cordius Aquilinus, ecc), di navi (Medaurus, Afrodites, ecc) e di divinità (Zeus, Fortuna, ecc). Molto importante è stato anche il ritrovamento di alcune iscrizioni in messapico su alcuni frammenti di ceramica ritrovati sull’eschara (struttura circolare simile ad una piattaforma destinata a funzioni religiose)della grotta durante gli scavi effettuati negli anni 70 dall’Istituto di Archeologia dell’Università di Lecce.

Le ricerche archeologiche hanno fatto luce su molte incertezze; dall’esame di monete, iscrizioni frammenti di ossa e di vasi recuperati nei pressi della grotta si è potuto affermare che la grotta un tempo era luogo di culto e devozione di molte divinità pagane tra le quali vi era anche il padre degli uomini e degli dei, Zeus, che veniva venerato con il nome di Batius. I reperti inoltre dimostrano che il culto di queste divinità, iniziato nel VII sec a. C. e cessato nel II sec. d. C., coinvolgeva non solo la popolazione autoctona ma anche naviganti e commercianti che si fermavano a Leuca quale tappa di approdo obbligatoria. Leuca con la grotta


Porcinara costituiva nell’antichità solo uno dei tanti luoghi di culto, posti sulla costa adriatica del Capo, nei quali venivano adorate le divinità locali chiamate dai devoti con nomi locali. Punta Ristola e la sua grotta  per molti secoli hanno assolto alla funzione di Santuario messapico, greco ed infine latino ed insieme a punta Meliso, altra grande area sacra, hanno fatto diventare Leuca una grande area di culto prima pagana e poi cristiana conosciuta in ogni parte del mondo ed approdo obbligatorio di popoli con culture e religioni diverse. 


La Grotta del Diavolo è situata sempre su Punta Ristola a circa 150 mt dalla grotta Porcinara ed è accessibile sia dal mare che da terra attraverso un’apertura alta circa 4 mt e larga 2. E’ stata chiamata così perché si diceva che si sentivano dei cupi rimbombi che venivano attribuiti dalla fantasia popolare ai diavoli. La grotta può essere divisa in tre parti: l’ingresso principale, situato a 16 mt sopra il livello del mare ha un’apertura di 6 metri per 5 a nord che immette in un vestibolo leggermente sottoposto; la parte centrale che termina dopo circa 20 mt in un vestibolo inferiore che man mano declina quasi a raggiungere il livello del mare; l’atrio che si restringe sempre più fino ad aprire due vie che portano al mare. Ricerche recenti hanno riportato alla luce una serie di utensili e armi di selce o di ossa,ceramiche larve di molluschi risalenti al Neolitico.


La Grotta del Presepe è chiamata così per le sue somiglianze allo scenario biblico ed è formata da una serie di archi bassi che possono essere oltrepassati solo quando il mare è calmo.


La Grotta delle tre Porte è costituita da tre grandi aperture che lasciano intravedere un’immensa cavità. Sulla parete nord del vano interno alla grotta c’è un cunicolo che termina dopo circa 30 mt in un’ampia camera con stalattiti e stalagmiti. In essa chiamata la Grotta del Bambino, fu ritrovato un molare superiore sinistro di un bambino di circa 10 anni risalente all’età neandertaliana. Nel cunicolo invece sono stati ritrovati resti di rinoceronte, elefante antico e cervo.


La grotta dei giganti è legata alla leggenda che vi fossero sepolti i cadaveri dei giganti uccisi da Ercole libico. In realtà il suo nome deriva dalla presenza di ossa e denti di pachidermi. Anche se si accede per via mare per visitarla occorre scendere dalla barca. Dal punto di vista paleontologico e archeologico è una delle grotte più interessanti perché studi effettuati hanno rilevato la presenza di giacimenti di industria musteriana. Da un piccolo lembo di terra bruno- rossiccio sono  stati estratti frammenti di ossa umane e di un vasetto di vetro, cocci bizantini e 5 monete di bronzo di Costantino VII (913-919) e di Romano I (919-921).


 La grotta della stalla  forse è stata chiamata così perché un tempo veniva utilizzata dai pescatori per ripararsi dalle burrasche. Le due grotte che la compongono ben si prestano ad una sosta e ad un bagno refrigerante.


La grotta del drago ha una bocca di 40 mt ed è profonda 60 mt. La sua denominazione deriva dalla sua somiglianza alla testa di un drago che si può notare entrando con la barca sulla parete sinistra.


Le grotte a levante. Grotte Cazzafri. Il suo nome è di origine greca e significa “casa di spuma” , forse dalla schiuma che le onde producono infrangendosi sulle sue rocce. Vi si può accedere solo in barca per godere di un’immensa volta ricca di stalattiti, ed entrando ancora di più al suo interno un poggiolo permette un breve approdo. Ciò che colpisce maggiormente del loro aspetto è la mano della natura che sembra aver disegnato gli archi d’entrata, il mare cristallino e i colori delle rocce.


 La grotta del Morigio è chiamata così perché secondo la tradizione, i Mori si fermarono prima di attaccare e distruggere Leuca. E’ una grotta nascosta che ha un difficile accesso sia dal mare che da terra. E’ anche conosciuta come grotta degli innamorati perché è spesso frequentata da coppie che nuotando vi accedono dalla porta marina.

Sul versante posto a levante un altro posto che non si può non visitare è Ponte Ciolo, un’insenatura scavalcata da un ponte moderno il cui nome deriva dal termine dialettale “ciola” che significa corvo nero.

Foto Grotte Leuca

 

Lasciateci un vostro Commento o consiglio in merito

Commento #11 scritto da angela 02/09/2009 10.50.21
bello bello bello.... Santa maria di Leuca e le grotte un sogno....

Commento #12 scritto da silvana 05/11/2009 14.50.44
il mio andare mi porta spesso ai luoghi che ho conosciuto da bambina , quando non sapevo ghe avessero insieme al fluire del tempo , una grande importanza per le nostre radici .-

Commento #13 scritto da ilenia 22/12/2009 13.54.37
leuca, come tutto il salento è un posto magico... io mi ci sono trasferita xchè me ne sono innamorata ma vorrei dire a tutti i leucani (o leuchesi) che ci vorrebbe un pò più di organizzazione sia d'estate che d'inverno.... uno che arriva con l'aereo e quindi non ha un mezzo di trasporto come fa a muoversi visto che i mezzi pubblici si dimenticano di esistere??!!!

Commento #14 scritto da tonina 06/07/2010 16.12.15
le grotte di S. Maria di Leuca sono a dir poco "stupende" meravigliose
spettacolari! avete provato a farci un bagno dentro? andate nel salento e
provateci!!!!!

Commento #15 scritto da PASQUALE SALENTINO DOC 10/03/2011 18:54:42
LA PULIZIA DIPENDE SEMPRE DAL NOSTRO SENSO CIVICO...


Commenti  19             Pagine | 1 | 2 | 3 | 4 |
*Scrivi un Commento:                   Caratteri disponibili:


*Nome:       Lasciare Vuoto:

 

Patrocinato dal COmune di Castrignano del Capo e dal COmune di Gagliano del Capo