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Santa Maria di Leuca - proposte, problemi e novità Informazione su Santa maria di leuca nel Salento in Puglia [:)]

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Vecchio 25-05-2010
Mino Vallo Mino Vallo non è connesso
 
Data registrazione: 03-05-2010
Residenza: Castrignano
Messaggi: 1
Predefinito Porto Turistico

- IL PORTO DELLE NEBBIE E …… LE PROMESSE DA MARINAIO -

Questa volta la realtà supera di gran lunga anche la più fervida immaginazione.
Con sentenza pubblicata il 16 marzo e tenuta nascosta, finché non è uscita sulla stampa, ai consiglieri comunali ed all’opinione pubblica (come si può tener nascosta una sentenza simile per 45 giorni?) il Comune di Castrignano è stato condannato a pagare alla Società “Porto Turistico Marina di Leuca” la somma di €. 2.669.565, 71 (ossia oltre 5 miliardi del vecchio conio), oltre rivalutazione monetaria dal 19/12/2005 (altri €. 218.017,18) ed interessi legali dal 06/11/2001 (ulteriori €. 566.515,15), per un totale di circa €. 3.454.098,04 (tre milioni quattrocento cinquanta quattro mila e novanta otto Euro). A questi si aggiungano oltre 20.000,00 Euro di spese legali che dovremo pagare all’avvocato della società e le spese e competenze che ci saranno quantificate dall’avvocato del Comune!
In merito a tale disastro, ho letto sulla gdm che il Sindaco Antonio Ferraro, … aspetta … che gli venga comunicata ufficialmente la sentenza ….. per consultarsi coi legali del Comune! Cosa aspetta se è già in possesso della sentenza? Che gli venga notificata ed avere solo 30 giorni di tempo per proporre l’appello? Aspetta, per poi dirvi, come al solito, che non c’è tempo per trovare una soluzione migliore di quella che ci verrà benevolmente proposta dal NOSTRO socio privato? È così che il Sindaco intende difendere al meglio gli interessi del Comune?
E la Giunta? È stata messa al corrente dei fatti per come realmente accaduti? Questa volta pretenderà di conoscere, minuto dopo minuto, quali rimedi si stanno predisponendo? O quelli della Società Mista “Porto Turistico S.p.A.” continueranno ad essere affari in cui nemmeno gli assessori possono metterci il naso?
È stata fatta una riunione dei Capigruppo consiliari durante la quale Antonio Ferraro ha deciso di non decidere. Sono passati altri 15 giorni ed ancora niente è stato deciso!
C’è qualcuno, anche tra i componenti della maggioranza e tra la popolazione, che ancora crede che Antonio Ferraro sia la persona adatta a difendere gli interessi del Comune nei confronti del socio privato della società mista? C’è qualcuno ancora a Castrignano che si fida di questo Sindaco ed alle sue “promesse da marinaio”?
Come quella: “assessori, consiglieri, cittadini non vi preoccupate ci penserò io a parlare con il socio privato e vedrete sistemerò ogni cosa, perché a me da’ retta”. (Sic!)
Dal 1999 ad oggi ne sono state sistemate di cose nel porto di Leuca … ma sempre a danno dei cittadini!
Ed oggi è in atto l’ennesimo e più sconsiderato tentativo di scippo ai nostri danni e la maggioranza anziché aprire un tavolo di confronto e discussione in consiglio comunale e pubblicamente con voi, come la situazione senza ombra di dubbio richiede, cerca di nascondere una tale sentenza per più di due mesi e con questa le prove di quelle che sono anche le sue responsabilità.
È un vero incubo. Se rimane questa sentenza, il Comune di Castrignano, non avendo – e non potendo mai avere – neanche ¼ di tali somme dovrà dichiarare il dissesto finanziario.
Ma il Sindaco aspetta! Da quanto tempo aspetta? E quanto dovremo ancora aspettare? Mi sembra di vivere in una comunità di matti!
Ma, domani, cosa diremo ai nostri figli? Diremo loro che un tempo avevamo una bellissima Marina e che – per garantire loro un prospero futuro – abbiamo, a malincuore, accettato di deturparla costruendo un bel Porto nella sua rada più amena, ai piedi del promontorio Japigio, uno dei posti più belli e più noti d’Italia. Poi, un bel giorno è arrivato un imprenditore, senza denaro e senza scrupoli, amico di un amico, lo abbiamo fatto accomodare alla nostra tavola, e per più di dieci anni ha mangiato a piene mani il poco cibo che avevamo, mentre noi raccoglievamo le poche briciole che cadevano dal suo tavolo, finché un giorno seccato della nostra presenza non ha deciso di cacciarci via, come servi ormai inutili e pure fastidiosi! E per pagare la fame di questo imprenditore illuminato ci siamo dovuti tassare per venti anni anche l’aria e l’acqua.
I cittadini devono svegliarsi dal torpore in cui sono stati confinati da una politica da troppo tempo eccessivamente vicina a certi interessi e prendere atto delle responsabilità politiche e gestionali di una classe dirigente di centro destra veramente disastrosa che ha condotto Castrignano in questa disonorevole situazione.
E ciò, pur necessario, non è nemmeno sufficiente. Il Comune ha bisogno di un risveglio politico e culturale dei suoi cittadini. Ogni cittadino responsabile deve necessariamente far sentire la sua voce.
Se vogliamo che le cose cambino non possiamo più aspettare che altri le cambino, ma dobbiamo essere noi a cambiare per primi, in base alle nostre aspettative. Se vogliamo che la politica cambi a Castrignano, non basterà cambiare il Sindaco e la Giunta, c'è bisogno che ogni singolo cittadino cambi.
Il Partito Democratico fa appello alla stessa maggioranza in Consiglio Comunale perché possa esserci il raggiungimento di una consapevolezza politica: non potete permettervi di perdere altro tempo, occorre subito un drastico cambio di rotta. Non si tratta più di contrapposizione tra maggioranza e opposizione, ma di responsabilità e irresponsabilità da parte di chi rappresenta i cittadini, occorre subito aprire un sereno confronto in consiglio comunale per giungere alla verità di questa assurda storia del Porto turistico.
Se la maggioranza, in questi anni, ha fatto le cose giuste non deve temere la verità, la verità non danneggia mai una causa giusta.
Continuare in questo modo invece deve farle paura perché significa vanificare tutti i sacrifici che le famiglie già fanno per arrivare alla fine del mese. Dissesto equivale a dire: aumento indiscriminato delle tasse comunali, riduzione o, addirittura, blocco dei servizi e impossibilità di investimenti e quindi ulteriore preclusione a qualunque prospettiva di sviluppo. Se non si inverte da subito la rotta è questo il futuro che ci aspetta ed è questo, ahimè, ciò che lasceremo ai nostri figli.

Mino Vallo.

Ultima modifica di Mino Vallo : 25-05-2010 alle ore 18.42.05. Motivo: formato
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