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Santa Maria di Leuca - proposte, problemi e novità Informazione su Santa maria di leuca nel Salento in Puglia [:)]

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Vecchio 07-12-2007
comitato Leucano comitato Leucano non è connesso
 
Data registrazione: 15-04-2007
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Messaggi: 49
Predefinito intervento dell'Avv. Mino Vallo

Pubblichiamo l'intervento dell' Avv. Mino Vallo.
Chi governa a Castrignano? Ossia chi determina le scelte politiche della Giunta e del Consiglio? Non la maggioranza delle relative assemblee, troppo spesso chiamati ad approvare con sospetta fretta i vari atti.
Quanti giorni i componenti della Giunta hanno avuto per esaminare il nuovo DPP? Quanti componenti della Maggioranza conoscono, in merito alla concessione demaniale del Porto Turistico, la corrispondenza intercorsa tra Sindaco e Regione Puglia dall’insediamento ad oggi? Credo nessuno. Qualcuno che neanche siede sui banchi del Consiglio forse la conosce molto bene.
A Castrignano governano coloro che infischiandosene della Giunta e del Consiglio decidono, molte volte chiusi in gran segreto nella stanza del Sindaco, quali delibere far approvare alla Giunta ed al Consiglio.
Di cosa parlano Antonio Ferraro e l’Assessore Marzo quando non vogliono essere disturbati e rimangono soli per ore chiusi nella stanza? Come fa un assessore, se prima non ne ha parlato col Sindaco, a farsi approvare in Consiglio Comunale un emendamento personale al DPP? Quali terreni erano immediatamente esclusi dal limite di 200 mt. soppresso?
“L’asse attrezzato” Antonio Ferraro – Nando Marzo – celato da una falsa guerra - si serve della buona fede degli altri componenti della Maggioranza per attuare disegni e soddisfare interessi che forse hanno poco di generale.
Questo è successo con le delibere con le quali sono stati approvati il progetto nella Zona C6 (c.da Marchello) ed il Documento Programmatico Preliminare al PUG.
Rifaccio da queste pagine la domanda fatta in Consiglio Comunale a tutti i consiglieri di maggioranza: all’interno della Zona C6, dove saranno reperite le superfici occorrenti ai proprietari dei lotti siti sulla Serra dei Marri per realizzare le volumetrie loro spettanti? La Delibera approvata dal C.C. non ne include sui terreni interessati dal progetto MONFIN, perciò dovranno essere gli altri proprietari a lasciare oltre alle quote loro attribuite dalle NTA (Norme Tecniche di Attuazione) anche quelle delle aree interessate da tale progetto in variante al Piano di Fabbricazione. La Maggioranza allora ha creato un danno a tutti i rimanenti proprietari della Zona C6, del quale, purtroppo, tutti i suoi consiglieri sono responsabili in egual misura.

Mentre parlavo in Consiglio Comunale, guardavo i vari consiglieri di maggioranza e mi chiedevo: “come mai non mi ascoltano?”
Le dicerie ed i pregiudizi costruiti dai “maligni” (l’opposizione è sempre contraria a tutto, la sua azione è soltanto defatigatoria, ecc. ecc.) servono solo ad innalzare ancor di più le barriere ed i muri tra maggioranza ed opposizione al fine di celare i reali interessi.
La costruzione di tali divisioni, alimentate col più becero pettegolezzo, serve per nascondere i reali disegni e per non concretizzare le convergenze che i vari consiglieri - pur da diverse posizioni consiliari e politiche – potrebbero avere sugli interessi generali della nostra collettività.
Questo non è un lamento, ma solo un tentativo di spiegare come le dinamiche e le forze che, in altri luoghi, sinergicamente producono la crescita di un territorio sono difficilmente liberabili a Castrignano.
Mantenendo tali divisioni, infatti, i “maligni” trovano terreno fertile per coltivare il loro (vario) interesse.
Riguardo alla coerenza Antonio Ferraro non può certo insegnare niente a nessuno e men che meno al sottoscritto.
La sua incoerenza amministrativa è sotto gli occhi di tutti. Qualche anno fa chiedeva urlando l’istituzione di una commissione consigliare che studiasse i problemi del Porto Turistico, oggi da Sindaco tiene tutti all’oscuro di tutto. Che fine ha fatto la richiesta di convocazione di un consiglio comunale monotematico sul porto di Leuca avanzata da qualche consigliere di Maggioranza? Oggi il Sindaco preferisce gestire l’intera vicenda in gran segreto. Per non parlare di Difensore Civico, URP, Pontile di Leuca, deroghe e varianti allo strumento urbanistico.
Quale coerenza può essere riconosciuta a chi promette pubblicamente di nominare un rappresentante dell’opposizione all’interno del Consiglio d’Amministrazione della società mista “Porto Turistico SpA” e poi invece nomina un suo rappresentante?
È oltremodo mortificante constatare che il Consiglio Comunale di Castrignano non ha la capacità di esprimersi ufficialmente sulla questione Porto Turistico, delegando le sue funzioni ai privati ed ai giudici amministrativi. Siamo ancora in attesa dell’ennesima Sentenza del TAR. Veramente non abbiamo nulla da dire sul futuro di questo Porto? Gli spazi interni al Porto sono ripartiti nel rispetto di una scala di interessi (di cui il Comune è Ente esponenziale) o sono destinati a costituire un monopolio che, una volta consolidatosi, a tutti chiederà il prezzo che vorrà?
Chi, oltre l’asse Ferraro-Marzo, determina le scelte politiche di questa Amministrazione? Questo è l’interrogativo al quale deve rispondersi (deve rispondere alla sua coscienza non certo a me) il consigliere che entra nella sala delle adunanze con la mano già alzata.
Mino Vallo
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  #2  
Vecchio 07-12-2007
Pietro Pietro non è connesso
 
Data registrazione: 12-03-2007
Residenza: Bergamo, , .
Messaggi: 25
Predefinito ancora sul P.U.G.

ancora sul PUG
L’amministrazione di Castrignano del Capo nell’ultimo consiglio comunale del 10 Settembre 2007, ha approvato un nuovo documento programmatico preliminare (DPP) che detta gli indirizzi politici entro i quali si dovrà sviluppare il prossimo Piano Regolatore (PUG).
La decisione politica che è alla base di tale documento, secondo quanto dichiarato in Consiglio dall’assessore Nando Marzo e dal Sindaco, sono da ricercare in una volontà cittadina (a loro parere) diffusa che individua nella fascia di terra che costeggia via San Giuseppe (la strada cioè che da Castrignano del Capo porta alla Marina di Leuca) lo spazio ideale per lo sviluppo del Terziario (attività commerciali ed alberghiere) di questa comunità. Probabilmente è solo un caso che sulla stessa striscia di terra un imprenditore abbia già presentato un progetto per aprire un centro commerciale di 25000 mq.
Volontà politica dunque, che anziché mirare al miglioramento dei problemi atavici delle dei suoi centri storici e della sue periferie (compreso le frazioni), individua una striscia di terra lunga tre km e svincolata dalle tradizionali direttrici di espansione urbanistiche che il nostro comune ha fin qui adottato, per renderla interamente edificabile, con la giustificazione che i due nuclei, cioè Castrignano del Capo e Leuca tendono alla fusione.
Se tale “lungimiranza politica” fosse comune a tutti i Municipi del basso Salento (perché più o meno questa è la distanza che li separa dalle proprie marine) l’intero Sud Salento verrebbe cementificato.
A peggiorare ulteriormente tale indirizzo politico, è arrivata la proposta dell’assessore Nando Marzo che in consiglio comunale faceva passare un emendamento col quale è stato eliminato il limite dei 200 mt. di distanza dalla sede viaria di San Giuseppe. Con l’approvazione di tale emendamento oggi, teoricamente, si può ipotizzare la possibilità di costruire in tutto il territorio compreso tra la Masseria Erta e Terra Greci.
Non una perplessità si è manifestata da chi in quella sede è preposto alla difesa del territorio e cioè l’assessore all’ambiente Salvatore Schina. Non un momento di esitazione, non un tentativo di bloccare o contenere la proposta di Nando Marzo il quale ancora insiste per una espansione urbanistica indiscriminata sull’intero comune di Castrignano del Capo.
Quindi anche per Schina la proposta che proveniva dall’assessore Nando Marzo (e accettata dal blocco dall’intera maggioranza, scandalizzando molti cittadini presenti), trovava una comprensibile e naturale condivisione.
Alcuni anni fa un altro tentativo, cioè quello dei PIRT (che prevedeva l’edificabilità dell’intero territorio di Castrignano del Capo compreso tra Torre Marchiello e Felloniche, sventato per miracolo) veniva sostenuto dallo stesso Nando Marzo.
Il documento programmatico che dovrebbe servire a contenere l’abusivismo, se sviluppato con questi presupposti, contribuirà più dell’abusivismo a trasformare irrimediabilmente un territorio, che stando alle cifre non ha poi così tanto bisogno di espandersi.
I dati forniti da autorevoli istituzioni e facilmente reperibili anche su internet danno un calo demografico costante negli ultimi quaranta anni. Il picco demografico in questo comune è stato raggiunto nel 1961 con oltre 6100 cittadini, da quella data in poi si è assistito ad un inesorabile e incontrastato calo.
Altrettanto dicasi del turismo: per anni i signori che oggi si fanno portatori di una volontà collettiva hanno puntato e puntano su una edilizia privata abitativa per aumentare la presenza dei turisti nella nostra comunità (basta guardare alla brutale espansione urbanistica che Leuca ha subito in questi anni, e Punta Ristola ne è l’emblema) per poi scoprire che negli ultimi 10 anni il turismo nel nostro comune ha subito un ridimensionamento preoccupante.
Non contenti del risultato raggiunto oggi teorizzano un territorio comunale completamente edificato e pongono come fulcro dello stesso un centro commerciale di 25000 mq come faceva notare Mino Vallo: “non è che per il centro commerciale si sta sacrificando un intero patrimonio naturale culturale e rurale?”.
Secondo la Camera di Commercio di Lecce il futuro turistico per il nostro Comune passa “solo e solamente” attraverso una tutela del territorio e una rivalorizzazzione urbanistica e sociale dei centri storici, cioè i centri storici devono ritornare a essere soggetti principali della proposta turistica insieme al pacchetto mare.
Nell’aula consigliare si è assistito ad una scena che ha del paradossale, dove i ruoli sembravano invertiti; al responsabile dell’ufficio tecnico veniva consentito di fare discorsi politici e i politici della maggioranza si limitavano solo a dire “ ci sentiamo portatori di interessi trentennali”. Quindi lo sviluppo di questo documento porterà via tempo ed energie rinviando a chissà quando i problemi seri del paese.
L’assenza di un Piano Regolatore è certamente una questione seria ma affrontarlo in questi termini con il piglio sempre più imbronciato del bambino arrogante non rende merito all’intelligenza di una classe dirigente che ha ricevuto la fiducia di un terzo dei suoi cittadini:
Il Sindaco aveva il dovere di confrontarsi con gli altri partiti e con le associazioni sulle ipotesi di sviluppo urbanistico che questo comune merita, mentre il tecnico doveva certamente astenersi da valutazioni politiche ed accompagnare solo con dati e tabelle la discussione.
Invece si è preferita la strada del voto dove nessuno della Maggioranza ha saputo spiegare come mai ci accingiamo ad avere un polo produttivo a destra e un’area commerciale e abitativa a manca, in un paese che se cosi impostato arriverà ad avere un asse di circa 7 km per soli 5000 ignari abitanti.
Giovanni Schirinzi
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