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Sviluppo del Turismo a Leuca e nel Salento in questo forum si parlerà del futuro del turismo nel Salento e a Santa Maria di Leuca, dei finanziamenti ai quali si potrà accedere grazie alla Comunità Economica Europea, si parlerà delle leggi sul turismo e del turismo sostenibile, ma anche della nuova normativa sulle struttre ricettive, dai B&B alle case vacanze agli agriturismi. tutti potranno partedipare alla discussione e prendere o dare informazioni al riguardo.

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Vecchio 07-12-2007
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Predefinito il P.U.G. del Comune di Castrignano del Capo

il P.U.G. di Castrignano del Capo per lo sviluppo del territorio.

Il consiglio comunale di Castrignano del Capo ha discusso nei giorni scorsi il Documento programmatico preliminare al P.U.G., che altro non è se non la cornice di un quadro tutto da disegnare. Ossia una mera enunciazione di linee di indirizzo alle quali dovrà attenersi chi sarà chiamato a redigere il Piano urbanistico generale.
Evidentemente non è questa la sede per entrare nei particolari tecnici del documento, il quale tuttavia, per definizione, esprime un indirizzo prettamente politico, dunque opinabile.
Il dato, a mio avviso preoccupante, consiste nell’aver impostato un piano su un modello di crescita tanto idealizzato quanto inadatto a far uscire il nostro Comune dal “cul de Sac” in cui si ritrova. E mi spiego.
Si è individuato un cosiddetto asse attrezzato lungo la strada provinciale che da Castrignano conduce a Leuca, meglio conosciuta come Via San Giuseppe. Una strada interurbana che di interurbano, a dire il vero, ha soltanto il nome. Di fatto per 11 mesi all’anno essa costituisce un binario morto che termina in una località, Marina di Leuca, dal grande “impatto mediatico” benché popolata da meno di 800 residenti. Si dice che lungo Via San Giuseppe corra lo sviluppo del paese. In verità, l’impressione che si ricava da questa lettura per chi conosce la realtà del nostro comune, è che si intenda perorare la causa di alcuni cittadini interessati a costruire lungo la fascia peri-extra urbana compresa tra il capoluogo e le marine. Una linea politica, sia bene inteso, legittima. Il problema sta nel fatto che per avvalorare questa istanza si adduce una presunta necessità di unire i due centri urbani di Castrignano e Leuca. Pur non essendo contrario all’ipotesi di un’espansione residenziale del paese verso il mare, mi pare evidente che questa potrebbe avvenire entro i limiti obbligati da una crescita demografica che è praticamente inconsistente. Va da sé, oltretutto, che se attività economiche potranno insediarsi in quell’area, è opportuno che si tratti di strutture turistico – ricettive tali da non pregiudicare la qualità di un paesaggio rurale tipico, peraltro solcato da tre gravine. Alla luce di queste considerazioni l’idea di unire fisicamente Castrignano a Leuca rappresenta un concetto superato. Sia perché pensare di antropizzare un territorio di 20 Kmq significherebbe pianificare una città di 100.000 abitanti abitanti; sia perchè il capoluogo e le sue marine, a mio avviso, non devono uniformarsi bensì integrarsi al fine di completare e arricchire l’offerta turistica complessiva dell’intero comune; cosa, questa, che potrà avvenire solo potenziando e riqualificando i tessuti urbani del capoluogo e delle frazioni, oltre che dotando gli assi di collegamento da e verso il mare di strutture e servizi aggiuntivi alla viabilità ordinaria, quali piste ciclabili, piazzole di sosta, parchi e verde attrezzato.
Detto questo, sarebbe ora che la nostra comunità si rendesse conto di avere un entroterra a cui da decenni “volge le spalle”. Per rincorrere la chimera di unirsi a Leuca, Castrignano continua ad ignorare che di fatto si trova in posizione baricentrica rispetto ad una conurbazione che comprende i nuclei abitati di Gagliano – Salignano - Giuliano e Patù. Castrignano non è stata capace in trent’anni di riposizionarsi al centro della direttrice che conduce da Salve a Gagliano al fine di sfruttare una via di comunicazione che registra un consistente flusso di traffico 7 giorni su 7 e, soprattutto, durante tutto l’arco dell’anno (a differenza di Via San Giuseppe).
Il principio è vecchio quanto il mondo: “la ricchezza ed il progresso viaggiano sulle vie di comunicazione” …e non sui binari morti di un malinteso sviluppo turistico.
Un asse “veramente” attrezzato, pertanto, sarebbe quello che potrebbe sorgere a ridosso della periferia nord di Castrignano e Patù. Una bretella di collegamento tra le due frazioni di Salignano e Giuliano che, di fatto, costituirebbe l’alternativa a Via Roma, una strada oramai satura e congestionata. Una siffatta variante esterna, oltre ad aprire nuovi spazi da destinare ai servizi, e perché no anche al commercio, darebbe respiro ad un paese asfissiato da una carente viabilità di raccordo. Nel medio – lungo periodo, altresì, essa costituirebbe un momento di ricucitura urbana fra il capoluogo e le due frazioni contermini. Va detto anche che di questa infrastruttura, già prevista nel PDF del 1978, non v’è più traccia nel documento programmatico preliminare in quanto è stata espressamente ritenuta “superflua” (Articolo – “Ipotesi di assetto di Giuliano”).
Provo ad argomentare l’irragionevolezza di questa scelta enucleando alcuni motivi che, al contrario, giustificano l’utilità di questa strada il cui tracciato, come illustrato sulla cartina satellitare, partirebbe dalla zona “cuscupiana” per giungere all’altezza del ristorante Il Gabbiano in Giuliano, lambendo il feudo di Castrignano alle spalle del ex mattatoio.
Evita l’attraversamento dei centri abitati di Castrignano e Patù per i numerosi autoveicoli che quotidianamente percorrono la via provinciale che collega i comuni di Gagliano – Morciano – Salve. Il che consentirebbe di istituire un senso unico di marcia su Via Roma allo scopo di renderla maggiormente vivibile e percorribile dai pedoni, su marciapiedi più larghi e protetti dal traffico veicolare.
Crea le condizioni per un rilancio economico del paese. L’infrastruttura, infatti, benché ricadente per intero nel territorio di Castrignano del Capo, andrebbe a intercettare il flusso di traffico dell’asse Gagliano – Salve che interessa ben 5 comuni. Si tratta di un’area vasta con un bacino di utenza di circa 20.000 abitanti (solo in inverno). Inoltre il tracciato si svilupperebbe lungo un asse lineare “a cavallo” tra il centro abitato del capoluogo, da un lato e il piano insediamenti produttivi dall’altro. Un polo artigianale, quest’ultimo, capace a sua volta di generare sulla strada un’ulteriore ricaduta commerciale. Va precisato, a tale proposito, che fra i motivi che hanno indotto a collocare in contrada “Mezzapinta” la zona P.I.P., vi era la previsione del tracciato della nuova S.S. 275 a quattro corsie. Poiché, come tutti sanno, nel progetto definitivo è stato stralciato l’ultimo tratto della superstrada, ossia quello ricadente nel territorio di Castrignano ( e pertanto la Maglie-Leuca terminerà la sua corsa a San Dana), la variante esterna Salignano-Castrignano-Giuliano risolverebbe anche il problema della viabilità di accesso e di raccordo a una zona artigianale priva, allo stato, di collegamenti adeguati con la viabilità esistente.
La nuova arteria avvicinerebbe al centro cittadino di Castrignano l’ area dell’ex Mattatoio comunale. Un luogo, questo, che grida vendetta per lo stato di abbandono in cui versa. Si potrebbe pensare di realizzare proprio in prossimità del macello (da anni in disuso) una piattaforma per lo svolgimento e il rilancio del mercato settimanale del giovedì. I vantaggi di tale soluzione sarebbero notevoli: si conferirebbe al mercato una immagine più degna della sua tradizione e lo si andrebbe a collocare in un’ampia area attrezzata a servizi e parcheggi a due passi dal centro storico del paese, oltre che equidistante e facilmente raggiungibile dai paesi contermini.
Fornisco alcuni esempi da cui trarre ulteriori spunti di riflessione: il solo centro abitato di Tricase, fino a 40 anni fa, contava una popolazione di ca 8000 abitanti. Se le scelte urbanistiche dell’epoca avessero orientato lo sviluppo del paese verso le marine, (che da Piazza Pisanelli distano appena 2,5 km), probabilmente oggi si parlerebbe ancora di paesi come Caprarica, Tutino e Sant’Eufemia. Oggi, invece, questi nuclei sono scomparsi dalle carte geografiche. Questo è stato possibile perché Tricase ha rivolto il suo sguardo verso l’entroterra, cioè laddove emergevano le sue naturali “appendici urbane” che, una volta aggregate al tessuto consolidato, hanno concorso a creare quella che oggi appare come un’unica città di 16.000 abitanti. E proprio nei punti di confluenza tra il capoluogo e le sue “ex” frazioni sorgono le imprese e i servizi più importanti del paese (Zona commerciale e istituti scolastici a Caprarica; Stadio e strutture sanitarie a Sant’Eufemia; Ospedale, Tribunale e vigili del fuoco in quel di Tutino).

Lo stesso ha fatto Gagliano, dove è in atto una fusione edilizia con la frazione di Arigliano; come pure Alliste, a due passi dal mare, ma di fatto saldata a Racale e Taviano ecc..
Alla luce di quanto esposto e forte del consenso che ha suscitato la proposta nell’opinione pubblica esorto gli attori politici e culturali del territorio ad avviare un sereno dibattito sull’argomento. E mi auguro, altresì, che vogliano sposare questa idea di sviluppo gli amministratori comunali afferenti al circolo di Alleanza Nazionale, presso il quale da dirigente locale mi impegnerò, a prescindere, ad aprire un momento di confronto serio sull’ futuro assetto di questo paese.
Francesco De Nuccio
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